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Allucinazioni da camomilla

Francesco De Leo, leader dell'Officina della camomilla, a Chiavari ci parla del nuovo disco "Palazzina liberty" e ci racconta il suo immaginario anarchico e stralunato.

Cult + Incontro con l'Officina della camomilla

Francesco De Leo è spiazzante. Sembra fuori da tutto: non ha un telefonino, non ha una chitarra acustica, non ha atteggiamenti rock (neanche alternativi), fa canzoni su strani personaggi borderline di provincia. Ma Francesco, a modo suo, ha una sua lucidità, una sua concretezza. Il suo immaginario anarchico è entrato di prepotenza nell'indie rock italico, il gruppo ha un suo seguito nutrito e, in soli tre anni, ha sfornato quattro album.

«Due brani uplugged da spiaggia deturpata»

Chiavari, città natale di Francesco. Fra gli scogli e il cemento, fra l'amore per il paesaggio e la compassione per la sua decadenza, due versioni unplugged firmate Officina della camomilla.

"La provincia non è bella da fotografare" è un classico dell'Officina della camomilla. Non perdetevi il commento di Francesco alla fine del pezzo!

Signora del mare è un brano del nuovo album "Palazzina liberty".  A sorpresa, è delicato e evocativo,  da cantautore-poeta si sarebbe detto un tempo.