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L'uomo che guarda nel futuro

#5DomandeSulFuturo a Jacques Attali

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Jacques Attali

Economista, banchiere, scrittore: Jacques Attali è tutto questo e molto altro. Settantadue anni, nato e cresciuto in Algeria, figlio di un commerciante francese di religione ebraica, Attali è stato inoltre consigliere speciale di François Mitterand durante la sua presidenza. Ha presto compreso quanto sia importante prevedere il futuro, e non importa se per averne una visione ottimista o pessimista: ciò che conta è conoscere ciò che potrà essere perché è l’unico modo per cercare di modificarlo in meglio.

Tra i molti testi che ha pubblicato tanti si occupano del futuro, in particolare nel 2006 è uscito Breve storia del futuro (la mostra di Palazzo Reale a Milano alla cui inaugurazione abbiamo incontrato Attali si ispira proprio a quel libro).
 

Nel suo gettare lo sguardo nel futuro Attali in realtà studia profondamente il passato, guardando la storia nel suo insieme secondo angolature molto diverse, in maniera speculare in fondo rispetto alle molte sfere di studio e interesse che ha sviluppato durante la sua carriera. In particolare riconosce alcune importanti tendenze tra cui hanno un posto di rilievo le migrazioni e il nuovo nomadismo.

Il futuro “previsto” da Attali non è uno scenario unico e delineato come in una profezia. L’intellettuale francese preferisce descrivere il futuro come una serie di ondate, la prima delle quali è il declino dell’impero americano seguita subito dalla seconda che vede la condivisione del dominio degli Stati Uniti con altre potenze. Due onde che prevedono dunque il declino dell’occidente?

L’onda finale, quella che in qualche modo fa più paura è un’onda incerta: potrebbe condurci a un iperconflitto secondo Jacques Attali, che porta a sua volta a una iperdemocrazia.

L’iperdemocrazia descritta da Attali sembrerebbe avere un’avanguardia designata, almeno stando a quelle che erano le intenzioni più nobili di chi ha sognato e immaginato una vera Unione europea…

Gli storici ricostruiscono la storia a posteriori, gli artisti invece di interpretarla la anticipano nelle loro opere. Secondo Jacques Attali la musica è la forma d’arte che lo fa meglio.

D’altronde di musica Attali è un appassionato. Suona da sempre il pianoforte e tra i suoi molti saggi ne ha scritto uno sull'importanza della musica nell'evoluzione della società. Inoltre qualche anno fa ha coronato il suo sogno di dirigere un’orchestra.

«Otto libri per scoprire l'universo di Attali»

La bibliografia di Jacques Attali è davvero sterminata, dai saggi alle biografie, dai romanzi ai testi sulla musica. Segnaliamo per approfondire alcuni dei temi trattati e per sviluppare altre curiosità:

Infine anche Laser ha incontrato Jacques Attali in una lunga intervista realizzata da Farian Sabahi.