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Visiting Virginie

La fotografa Virginie Rebetez non arretra di fronte alla morte

Cult+ Virginie Rebetez

Virginie Rebetez, 1979, è una fotografa svizzera. Ha un bachelor in visual arts alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam. Vive e lavora a Losanna. Il sul lavoro ruota attorno alla morte. Macabro? Voyeuristico? La fotografa è consapevole dei rischi ma non rinuncia ad un approccio molto personale, non documentaristico, in bilico tra delicatezza e intrusione. I progetti di Rebetez sono magnetici e spiazzanti.

«Altri due progetti»

Quando Virginie Rebetez muoveva i primi passi nel mondo della fotografia, una parente colpita da una malattia incurabile le ha chiesto di farle un ultimo ritratto. Da quel momento, il lavoro della fotografa romanda ruota esclusivamente attorno ai temi dell’assenza e della morte. Il suo primo progetto, realizzato nel 2008 a Zurigo, si intitola Infangstrasse 12 - l’indirizzo presso il quale operava l’associazione per il suicidio assistito Dignitas.

Il lavoro di Virginie Rebetez le è valso numerosi premi e riconoscimenti – ad esempio agli Swiss Design Awards del 2014. Diversi suoi progetti sono realizzati all’estero, durante residenze d’artista. Nel 2012 Virginie Rebetez realizza Packing, un progetto in studio, che è stato acquisito anche dalla prestigiosa Fondazione svizzera per la fotografia di Winterthur. Immobili e palpitanti, gli abiti di persone decedute si caricano delle nostre proiezioni, delle nostre supposizioni. Un lavoro in memoria delle persone, ma anche sul potere evocativo degli oggetti.

Virginie Rebetez non esita a mettersi in scena “sul luogo del delitto” o nelle case di persone scomparse - non solo fisicamente ma anche dalla memoria del mondo. L’idea è quella di creare una memoria fittizia, e di fare da tramite tra vivi e morti. Sul sito della fotografa svizzera trovate informazioni su tutti i suoi progetti. Attualmente sta lavorando a una serie di fotografie su Pompei. Che non mancherà di sorprendere.