Contenuti in evidenza

Tutti

Scatti Straordinari

Il fotografo Christian Tagliavini s'ispira a Jules Verne per le sue ultime creazioni

Cult+ Christian Tagliavini

Christian Tagliavini è un fotografo svizzero che non nasce come fotografo. Alle spalle ha una formazione di disegnatore del genio civile poi passato alla grafica. Nel 2000 la svolta: a una mostra di fotografie di moda rimane folgorato da una serie di gigantografie. Dopo una serie di tentativi in ambiti diversi è la foto” inscenata” a catturarlo.

I fotografi che hanno “segnato” Christian Tagliavini: Erwin Olaf e Gregory Crewdson

Il progetto più recente di Christian Tagliavini si ispira al mondo di Giulio Verne. Si chiama “Voyages extraordinaires”. Per questo lavoro, come per i precedenti, Tagliavini disegna i costumi, gli interni, realizza personalmente le scenografie…. E come altri praticano il birdwatching, lui si dedica al peoplewatching, cioè cerca i personaggi delle sue fotografie per la strada. Cerca volti che hanno carattere. Poi segue la fase degli scatti. La più interessante? Non per forza, dice Tagliavini. Dopo mesi di ricerche e di preparativi, la foto congela l’idea, ma anche tutto quello che viene prima gli piace molto.

Nel suo progetto 1503 Christian Tagliavini ha creato un mix di epoche e stili, ispirandosi al Bronzino, pittore rinascimentale, e a Modigliani: costumi sontuosi e colli allungati. E quanto alla postproduzione? A volte sì, dice il fotografo, ma cerca di fare il più possibile prima dello scatto. Nel progetto Carte del 2002, i corpi dei modelli sono stati ritoccati per adattarsi ai costumi, ancora una volta creati da Tagliavini

«IDEE CONGELATE IN UN CLIC – Intervista»

Abbiamo raggiunto Christian Tagliavini in uno dei numerosi aeroporti da cui transita per lavoro e in attesa dell’imbarco gli abbiamo rivolto alcune domande…

Le piace pianificare le sue foto nei minimi dettagli: si immagina, in futuro, su progetti completamente diversi, che si basano piuttosto sull’improvvisazione?

Non escludo niente, ma nel futuro prossimo non mi vedo nell’improvvisazione. Non sono un jazzista (ride). All’inizio ho fatto un po’ di “street photo” ma la “mise en scene” è più nelle mie corde.

Da dove viene il piacere e la capacità manuale di costruire personalmente le scenografie?

Non ho fatto nessun tipo di formazione in questo senso, ma da bambino i miei genitori mi hanno aiutato a sviluppare la fantasia. Per esempio mi regalavano tante scatole vuote per inventare i miei giochi, mentre oggi ai bambini si regalano tanti devices che non stimolano molto la fantasia. A parte questo, ho sempre rubato i mestieri. Dopo la formazione di disegnatore del genio civile, ho cominciato a interessarmi di grafica nel periodo in cui i programmi dei computer non erano ancora così diffusi; guardavo il lavoro di amici e imparavo; e questa curiosità mi è rimasta nel tempo: se vado dal falegname osservo come lavora. Le mie mani all’inizio non andavano dove volevo che andassero, ma con il tempo hanno cominciato a seguire la mia mente. Non è stata una cosa immediata, ci è voluto tempo.

Dopo diversi progetti in cui ha dedicato estrema attenzione (anche) ai costumi – raffinatissimi  - è legittimo chiederle: a quando la sua prima collezione di moda?

Qualcuno che è nella moda mi ha fatto la stessa domanda… Mi piacerebbe, ma non posso fare tutto. Però di recente ho visto collezioni molto simili ai costumi delle mie fotografie e mi sono chiesto se non me le avessero copiate… (ride) Comunque prima di tutto sono ancora innamorato della fotografia.

Ancora nessuna chiamata dal mondo del cinema? Per curare una scenografia, o realizzare i costumi? O entrambe le cose? Le piacerebbe?

Qualcuno mi ha detto che vivo nel posto sbagliato (in Ticino, ndr), altrove potrei avere più possibilità di collaborare con altri media. Io sono aperto a tutto, dalla scultura alla pittura, non dico di no a priori a nessuno, il cinema mi piace, poi bisogna vagliare. Con che regista sarei felice di collaborare? Almodovar. E mi piace il cinema francese. Certo se mi chiamasse la DreamWorks non direi di no (ride).

Parliamo di costi.

Questo tipo di fotografia ha costi elevati perché è come fare il set per un film, anche se poi faccio un solo scatto. Le mie fotografie sono di grande formato e produrle e trasportarle (dalla Germania) è molto costoso. A casa, ho un solo lavoro mio. D’altronde io le mie foto le conosco, preferisco che le comprimo altri (ride).  Il prezzo di una fotografia va dai 4800 euro in su, dipende anche dall’IVA del paese in questione.

A che progetto sta lavorando ora?

Il mio lavoro si divide in tre parti: ricerca, progettazione e realizzazione e poi la fase finale, degli scatti. Tante idee, tanto lavoro, congelato in un clic. Per la ricerca spendo molto tempo, circa sei mesi. Ora sono in questa fase. Sto lavorando… a una serie di ritratti.

Saperne di più è stato impossibile: Christian Tagliavini, raggiunto in aeroporto, aveva solo un 8% di batteria. Non abbastanza per scoprire di più sul suo prossimo progetto. D’altra parte non rivela nulla neanche a galleristi e collezionisti…. Quindi, gli aggiornamenti arriveranno a tempo debito, sul suo sito.