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A sud di nessun nord

Il fotografo Igor Ponti a caccia dei nostri deliri di superiorità e dei nostri complessi di inferiorità

Cult+ Igor Ponti

Credits: Stefano Roncoroni - Gionata

Noi siamo il paesaggio che creiamo. E il paesaggio che creiamo parla del nostro passato, del nostro presente e può svelarci il nostro futuro. Igor Ponti ne è convinto.

Il suo nuovo progetto si chiama a Sud di nessun nord: sulle pellicole cerca di imprigionare i pezzi di paesaggio della Svizzera italiana che ci rappresentano. Lo scopo è riflettere sul nostro crederci superiori rispetto al sud e, allo stesso tempo, sentirci inferiori rispetto al nord.

Prima di spiegarci tutto questo però, Igor Ponti deve trovare una nuova compagna di lavoro. Lo seguiamo a sud, fino in Emilia, alla ricerca di una nuova macchina fotografica.

«Fotografare lentamente nell'era della velocità digitale»

La fotografia di Igor Ponti non vuole assolutamente cogliere l'attimo fuggente. Ogni scatto è una costruzione lunga e meticolosa. Come una danza lenta, come un tango.

«Nella terra delle auto velocissime nascono apparecchi per fotografare con lentezza»

Alessandro Gibellini e il suo socio Matteo Blu Simon Parise costruiscono macchine fotografiche che sembrano quelle di una volta. In realtà sono fatte di carbonio, titanio e alluminio e fanno fotografie di altissima qualità. I primi esemplari sono stati costruiti in collaborazione con le famose case automobilistiche della zona di Modena (i nomi dei marchi restano segreti!). Adesso, Gibellini produce i suoi apparecchi in proprio, a Sassuolo, fra tecnologia, arte e clienti esigentissimi.

«Da sempre Igor Ponti è alla ricerca della nostra identità, dal lago di Lugano all'intera Svizzera»

Un luogo ben preciso e ristretto: la foce del Cassarate. Un periodo lungo: tre anni e mezzo. Tante cose che cambiano in un paesaggio, tante cose che cambiano nelle persone che lo frequentano.