Locandina del film
Locandina del film "Alla corte di Ruth"

Alla corte di Ruth Bader Ginsburg

Un film documentario sulla straordinaria storia di una pioniera nella lotta per la parità di genere

Una guerriera con la toga, che ha combattuto numerose battaglie con le armi dell’intelligenza, della compostezza e del duro lavoro, vincendo cause che hanno fatto scuola nell’ambito della parità dei diritti e della discriminazione di genere. Questa è Ruth Bader Ginsburg.

You Can’t Spell Thruth Without Ruth si legge su magliette, tazze, borse di tela e persino tatuaggi. Già perché oggi, alla veneranda età di 85 anni, questa irreprensibile donna, che all’attività giudiziaria e legale e alla lotta per l’uguaglianza ha dedicato la sua intera vita, è anche un’icona pop, un simbolo di emancipazione civile tra gli attivisti e tra le nuove generazioni, che l’hanno scherzosamente ribattezzata “Notorious RBG” (parafrasando il nome d’arte del celebre rapper Notorious B.I.G.).

La sua straordinaria storia è ora raccontata da un appassionante film documentario, nominato agli Oscar 2019 e uscito di recente nelle sale italiane: Alla corte di Ruth – RBG. «Abbiamo preso a cuore l’approccio della Giudice Ruth Bader Ginsburg al sessismo e alle avversità ‒ hanno spiegato le registe Betsy West e Julie Cohen ‒ Quando dopo essersi laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti non riuscì a trovare un lavoro, ricordò il consiglio di sua madre: “la rabbia è una perdita di tempo”». La pellicola, infatti, ripercorre il lungo e impegnativo cammino attraverso cui questa signora minuta, pacata e dai modi gentili, ma inflessibile e dalla grande forza morale e intellettuale, è giunta, passo dopo passo, senza mai alzare la voce, a cambiare il mondo delle americane, lasciando un segno nella Storia e diventando la seconda donna ‒ nominata da Bill Clinton nel 1993 ‒ tra i nove componenti della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Tra le sole nove ragazze in una classe di cinquecento persone durante gli studi all'Harvard Law School, poi in seguito circondata da colleghi che negavano l'esistenza di discriminazioni sessuali in America, Ruth Bader Ginsburg non si è mai arresa, convinta che spesso, nella vita, ciò che vedi come un ostacolo può trasformarsi in qualcosa di buono e fortunato. Il documentario mostra chiaramente, attraverso interviste odierne e filmati di repertorio, registrazioni di udienze e scene di vita privata, la sua tenacia di ferro e le sue formidabili abilità legali, ma restituisce anche l'immagine di una donna autoironica e profondamente umana. Oltreché in aula, vediamo Ruth Bader Ginsburg conversare con la nipote, che sulle sue orme ha intrapreso la carriera legale, incontrare entusiasta gli studenti, ridere alla vista della sua parodia al Saturday Night Live, fare flessioni in palestra seguita dal suo personal trainer e ricordare con tenerezza il marito ("un uomo semplicemente straordinario per i suoi tempi, il primo uomo a mia memoria cui importasse che avessi un cervello"). Tutt’oggi, nonostante gravi problemi di salute superati con coraggio, Ruth Bader Ginsburg continua a ricoprire con spirito fiero e indipendente il ruolo di giudice federale, esprimendo il suo dissenso ogniqualvolta ritiene vengano calpestati i diritti civili. You can disagree without being disagreeable, è uno dei suoi motti.

Francesca Cogoni
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