George, 1997
George, 1997 (© William Wegman)

Being Human

Le fotografie di William Wegman in mostra a Lugano

È una bizzarra galleria di ritratti quella allestita fino al 6 gennaio 2020 al Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano. Ci sono una casalinga, un contadino, un prete, un astronauta, un modello in abiti casual… Ebbene, che cosa ci sarebbe di strano? La vera identità dei soggetti ritratti: ovvero dei docili, disinvolti e aggraziati cani di razza Weimaraner. Se i cani sono i migliori amici dell’uomo, per il poliedrico fotografo statunitense William Wegman essi sono anche i migliori collaboratori, dei modelli impeccabili. Lo dimostrano le oltre cento immagini, prevalentemente Polaroid a colori di grande formato, che compongono la mostra “William Wegman. Being Human”, in cui gli amatissimi amici a quattro zampe dell’artista sono protagonisti di accurate mise en scene, talvolta buffe e divertenti, talaltra surreali e grottesche, che prendono spunto dalla storia dell’arte, dal teatro, dalla moda e dalla letteratura.

 

È da oltre quarant’anni che Wegman fa dei suoi eleganti cani i soggetti prediletti dei suoi lavori fotografici. Tutto ha avuto inizio con il suo primo Weimaraner, Man Ray (mai nome fu più appropriato), per poi proseguire con le generazioni successive, una dinastia di cuccioli immortalata in svariate serie fotografiche: People Like Us, Tales, Masquerades, Cubists, Color Fields… Progetti dove ogni scatto è l’autentica testimonianza di una complicità, un’intesa speciale, una dedizione reciproca che raramente emerge nei comuni ritratti “umani”. Quanto di noi ritroviamo negli sguardi profondi e nei portamenti fieri di questi singolari animali in posa!

Francesca Cogoni
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