Brian Eno, 2019. Photography Shamil Tanna
Brian Eno, 2019. Photography Shamil Tanna (Courtesy Paul Stolper Gallery, Londra)

Brian Eno artista visivo

In mostra a Perugia fino al 10 gennaio 2021

Non solo pioniere dell’ambient music e autore di suggestive composizioni musicali, ma anche artista visivo. Fin dalla sua giovinezza, Brian Eno ha sempre affiancato al suo interesse per la musica anche quello per l’arte: “Ho iniziato a giocare con la luce come mezzo all’incirca nello stesso periodo in cui ho iniziato a suonare quando ero adolescente”.

Certo, le sue installazioni luminose sono meno note rispetto ai suoi album, come i magistrali Music for Films e Music for Airports, ma vale la pena scoprirle per conoscere meglio il genio poliedrico e senza confini di questo “musicista-non musicista”, come egli stesso si definisce.
L’occasione la offre la mostra “Brian Eno. Reflected”, allestita nelle sale della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 10 gennaio 2021.
 Qui, le Lightbox dell’artista inglese, caratterizzate da ammalianti combinazioni cromatiche generate attraverso l’intreccio di luci a LED, dialogano con alcuni splendidi capolavori della collezione del museo, come il Polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca, il Polittico Guidalotti di Beato Angelico e il Cristo morto in pietà del Perugino.

Un incontro azzardato? No, piuttosto un progetto inatteso che, invogliando al raccoglimento e alla contemplazione, permette di osservare come, al di là dei secoli, luce e colore rimangano tra i campi di ricerca privilegiati degli artisti.

 
Francesca Cogoni
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