(© La Triennale di Milano)

Broken Nature

Alla Triennale di Milano il design diventa ricostituente

Quanto possiamo imparare dalle piante? Com’è possibile riciclare e gestire al meglio le acque reflue? In che modo le api possono diagnosticare alcune malattie e monitorare i cicli di fertilità? Di fronte alle catastrofi ambientali quali soluzioni offre la moda? Le risposte a queste domande e a molte altre questioni le possiamo scoprire visitando la XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano aperta fino al 1 settembre. Broken Nature: Design Takes on Human Survival è il titolo di questa edizione, curata da Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e Direttrice del Dipartimento Ricerca e Sviluppo al MoMA di New York.

Broken Nature
Broken Nature Enrico Bianda intervista Stefano Boeri, Salim Al Kadi e Paola Antonelli
 

Una rassegna ampia e sfaccettata che affronta il legame complesso, e in buona parte compromesso, tra uomo e ambiente, analizzando attraverso esperimenti, ricerche, progetti e oggetti selezionati da tutto il mondo diverse modalità e strategie, talvolta concrete altre più immaginifiche, per ripristinare quella “natura interrotta” cui fa riferimento il titolo.

 

Così, tra opere altamente evocative, come Reliquaries di Paola Bay e Armando Bruno, che custodisce pezzi di natura che potrebbero presto scomparire, e altre che in qualche modo turbano e fanno riflettere, come il progetto Ore Streams firmato dal duo Formafantasma, che ci invita a pensare al destino dei rifiuti elettronici; tra la rievocazione olfattiva di un fiore estinto (Resurrecting the Sublime di Christina Agapakis, Alexandra Daisy e Sissel Tolaas) e il curioso robot a forma di pesce, Sofi, ideato da alcuni ricercatori del MIT Massachusetts Institute of Technology per esplorare gli abissi senza recare disturbo all’habitat sottomarino, il percorso espositivo ci porta a riconsiderare il nostro rapporto con l’ambiente e con tutte le specie presenti sul pianeta, facendo luce sul potenziale del design, inteso a 360 gradi, come motore di cambiamenti sociali e comportamentali.

Menzione speciale per The Great Animal Orchestra, installazione suggestiva e immersiva creata dal musicista ed esperto di bioacustica Bernie Krause e dal collettivo inglese United Visual Artists (UVA) e per la sezione La Nazione delle Piante, curata da Stefano Mancuso, che ci svela segreti, pensieri e virtù del sorprendente regno vegetale.

Francesca Cogoni
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