(Gallerie d'Italia, Milano)

Canova e Thorvaldsen, scultori della modernità

In mostra a Milano fino al 15 marzo

È un dialogo tra “giganti” quello che si attua negli spazi delle Gallerie d’Italia di Milano. Un confronto prodigioso e inedito, perché i protagonisti in questione sono due colossi della storia dell’arte, considerati i veri padri della scultura moderna: l’italiano Antonio Canova e il danese Bertel Thorvaldsen.

Vissuti entrambi a cavallo tra Settecento e Ottocento, Canova e Thorvaldsen furono due “classici moderni” che seppero trasfondere nelle loro sculture grazia e innovazione, dando vita a capolavori assoluti. La città di Roma fu il terreno della sfida a colpi di martello e scalpello tra i due artisti rivali. Qui svolsero buona parte della loro carriera, confrontandosi su medesimi temi e soggetti: in primis, le figure della mitologia classica, come Amore e Psiche, Venere, Ebe, le Grazie, incarnazioni dei grandi temi universali della vita come l’amore, la bellezza e la giovinezza.

 

Ora, questo confronto si rinnova idealmente nella splendida mostra “Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, in corso fino al 15 marzo. Ed è un raffronto che toglie il fiato per l’incanto delle opere esposte. Lungo le sale, i due “Fidia” sono celebrati anche da gloriosi omaggi, tra cui molti ritratti a loro dedicati da altri artisti, che testimoniano la misura della loro fama. Ma il cuore e l’apice del percorso espositivo, che da solo vale la visita, è il grande salone centrale che accoglie i due gruppi marmorei raffiguranti le Grazie: più morbide e sciolte Le tre Grazie canoviane, in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo, più nordiche e austere Le Grazie con Cupido del danese, provenienti dal Thorvaldsens Museum di Copenaghen. Attorno a loro, quattro figure in cui Canova, Thorvaldsen e un loro seguace, Gaetano Matteo Monti, hanno rappresentato il motivo della mai affrontato prima in scultura. Si  potrebbe restare a contemplare questo raduno di candidi marmi.

Francesca Cogoni
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