(Oliviero Toscani, Pinocchi, 1991. Collezione Oliviero Toscani © Oliviero Toscani by SIAE 2019)

Enigma Pinocchio

In mostra a Firenze fino al 22 marzo 2020

C’è quello “in cornice” di Mimmo Paladino e quello sbarazzino di Jim Dine, quello incarnato da Luigi Ontani e quello disegnato da Alberto Giacometti, dalle sembianze un po᾽ spettrali. Sono tante interpretazioni diverse di un unico favoloso personaggio: Pinocchio. Il burattino di legno più famoso al mondo (anche se forse oggi la definizione corretta sarebbe “marionetta”) è al centro di una curiosa mostra collettiva, “Enigma Pinocchio. Da Giacometti a Lachapelle”, esposta fino al 22 marzo a Villa Bardini, Firenze.

Sono cinquanta le opere “pinocchiesche” radunate e suddivise in sette sezioni che raccontano in modo suggestivo e giocoso le tante facce e le avventure dell’enigmatica creatura nata nel 1883 dalla fantasia di Carlo Collodi. Maschera o specchio di ognuno di noi? Bambino o automa? Scaltro o ingenuo? Tragico o comico? Il personaggio di Pinocchio continua ancora oggi a generare domande e a catturare l’immaginazione, e la mostra fiorentina non fa che ribadire quanto questo emblematico fantoccio sia senza tempo e senza confini. Basti pensare alle tante menti illustri che nel corso degli anni ne hanno subito il fascino: Federico Fellini, Terry Gilliam, Roberto Benigni, David Bowie, Carmelo Bene, Enrico Baj… l’elenco sarebbe lunghissimo!

 

Un progetto espositivo dedicato a visitatori di ogni età, per tornare bambini o per crescere.

 

Francesca Cogoni

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