Gaetano Previati, tra simbolismo e futurismo

In mostra a Ferrara fino al 27 dicembre 2020

«Con lui le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito, e il soggetto è già pronto a trasformarsi in istato d’animo».

Così, nel 1911, Umberto Boccioni descriveva l’arte di Gaetano Previati, riconoscendo in lui uno dei principali precursori delle correnti avanguardiste del primo Novecento, prima fra tutte il Futurismo.

 

Ferrarese di nascita e milanese d’adozione, Previati fu sì uno dei principali esponenti del Simbolismo e del Divisionismo italiano, ma anche e soprattutto un formidabile interprete della sensibilità contemporanea e un padre spirituale per tanti artisti venuti dopo di lui, grazie al suo sguardo visionario e all’approccio pittorico fortemente sperimentale. È proprio sul talento precorritore di Previati che si concentra la grande mostra in corso al Castello Estense di Ferrara, dove, attraverso un centinaio di opere, tra oli, pastelli, disegni e molti documenti inediti, possiamo ripercorrere l’affascinante cammino di questo straordinario innovatore dell’arte italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Francesca Cogoni
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