I paesaggi di Osvaldo Licini

In mostra a Monte Vidon Corrado fino all’8 dicembre

Piccolo borgo dell’entroterra marchigiano, Monte Vidon Corrado è immerso in un paesaggio collinare di grande suggestione. La sua notorietà è dovuta soprattutto al fatto di aver dato i natali a uno dei più originali pittori italiani del Novecento: Osvaldo Licini. Qui, rapito dalla quiete e dalla bellezza del territorio, l’artista scelse di tornare a vivere dopo la parentesi parigina, stabilendovi il suo laboratorio-osservatorio e dipingendo fino alla morte, avvenuta nel 1958.

“Ti scrivo dalle viscere della terra la ‘regione delle madri’ […]. In questa profondità ancora verde, la landa dell’originario forse, io cercherò di recuperare il segreto primitivo del nostro significato nel cosmo”: bastano queste parole, tratte da una lettera che Licini scrisse nel ’41 al filosofo Franco Ciliberti, fondatore del movimento Valori Primordiali, per capire il profondo legame che l'artista aveva con la sua terra natia e il ruolo del paesaggio come primaria fonte di ispirazione.

Proprio su questo legame è incentrata la mostra “La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini”, visitabile fino all’8 dicembre presso il Centro Studi Osvaldo Licini e presso la Casa Museo Osvaldo Licini, quella dimora dalle cui tante finestre il pittore scrutava il silenzioso orizzonte e il mutare delle stagioni, per poi trasferire sulla tela suggestioni ed emozioni, dando vita a opere di grande forza evocativa. Paesaggi inizialmente di impronta geometrico-astratta, poi via via sempre più enigmatici e popolati da quelle figure fantastiche divenute tipiche del vocabolario espressivo liciniano: gli Olandesi volanti, le Amalassunte, gli Angeli ribelli…

Un progetto espositivo prezioso ed emotivamente coinvolgente, che ben documenta le origini dell’arcano lirismo che permea tutta l’opera di Osvaldo Licini.

Francesca Cogoni
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