Wes Anderson e Juman Malouf
Wes Anderson e Juman Malouf (© Rafaela Proell)

Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori

Alla Fondazione Prada di Milano la mostra di Wes Anderson e Juman Malouf

Cosa accade quando due artisti dalla personalità e dal talento creativo strabilianti come l’immaginifico regista cinematografico Wes Anderson e la sua compagna Juman Malouf, raffinata illustratrice, designer e scrittrice, si trovano di fronte alle sterminate collezioni del Kunsthistorisches Museum e del Naturhistorisches Museum di Vienna? Beh, ne scaturisce un progetto espositivo geniale e sui generis.

“Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, allestita nel Podium della Fondazione Prada di Milano fino al 13 gennaio, più che una mostra è una Wunderkammer colma di bizzarrie, di oggetti e opere d’arte fuori del comune. Visitarla significa compiere un singolare viaggio nello spazio e nel tempo, dal 3000 a.C. ad oggi, incuriositi e affascinati da una miriade di pezzi (ben 537) che la coppia ha pazientemente e metodicamente selezionato dal vastissimo archivio delle due importanti istituzioni museali viennesi, lasciandosi guidare dai propri gusti estetici e interessi, dalle forme e dai colori, dalle suggestioni e impressioni scaturite.

  Accuratamente disposti in stanze e vetrine a creare corrispondenze e accostamenti inediti, gli elementi raccolti compongono un percorso magico che, a partire dal pezzo che dà il titolo alla mostra ‒ una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C. ‒ comprende piccole (alcune invero piccolissime, che richiedono uno sguardo molto ravvicinato) e grandi meraviglie, tra dipinti notevoli, come il Ritratto di Isabella d’Este firmato da Peter Paul Rubens e quello del Duca Giovanni Federico, Elettore di Sassonia realizzato da un maturo Tiziano, antichità greco-romane, preziosità botaniche e minerali, suppellettili e statuette zoomorfe e antropomorfe appartenenti alle più diverse culture ed epoche. Una mostra traboccante e mirabolante da visitare con calma, e possibilmente più di una volta, per apprezzarne al meglio i tanti sorprendenti tesori.

Francesca Cogoni
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