Alfred Sisley, Tournant du Loing à Moret. Printemps, 1886
Alfred Sisley, Tournant du Loing à Moret. Printemps, 1886 (Collezione Pérez Simón, Messico)

Impressionisti Segreti

In mostra a Roma fino all’8 marzo

Ogni nuova mostra sull’Impressionismo è sempre un evento, un’occasione irrinunciabile, un magnete che esercita una forza di attrazione incredibile per tutti gli estimatori dell’arte moderna. Ma l’esposizione allestita fino all’8 marzo a Palazzo Bonaparte, Roma, lo è, se possibile, ancora di più. La ragione di ciò è preannunciata dall’accattivante titolo: “Impressionisti Segreti”, dove l’attributo “segreti” sta a sottolineare l’eccezionale adunata di opere provenienti da importanti collezioni d’arte private del mondo. Opere custodite gelosamente e quindi raramente visibili dal vivo in contesti espositivi pubblici.

 

Cinquanta in tutto i lavori selezionati, per un percorso suggestivo che alterna incantevoli vedute e paesaggi realizzati en plein air ‒ come Tournant du Loing à Moret di Alfred Sisley, Les grands hêtres à Varengeville di Camille Pissarro, Antibes di Claude Monet, solo per dirne alcuni ‒ e ritratti femminili intimi e inebrianti: dal fresco lirismo delle Fanciulle in riva al mare di Pierre-Auguste Renoir al candore della Bambina con la bambola di Berthe Morisot, artista meno nota dei suoi colleghi maschi eppure dotata di una sensibilità e un talento sorprendenti. Morisot fu anche amica e musa di Édouard Manet, e difatti la ritroviamo effigiata in mostra in un affascinante ritratto firmato dall’artista (Ritratto di Berthe Morisot con la veletta).

Insomma, è davvero un bene che questi capolavori di Monet e compagni abbiano lasciato temporaneamente le loro dimore private per essere ammirati in tutta la loro vibrante bellezza, albergando per giunta in una cornice altrettanto preziosa: il palazzo di cui Maria Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone, si innamorò e in cui visse fino al 1836, arricchendolo di affreschi, mosaici e statue.

Francesca Cogoni
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