L’arte immaginifica e “aerea” di Tomás Saraceno

In mostra a Firenze fino al 1 novembre 2020

Nel 1506 a Firenze, Leonardo da Vinci, assieme all’amico alchimista Zoroastro da Peretola, tentò di azionare una delle sue incredibili macchine volanti, “empiendo l’Universo di stupore”. A distanza di oltre cinque secoli, c’è ancora chi sogna di solcare il cielo, di librarsi in aria, ma senza l’impiego di combustibili fossili, senza compromettere un ecosistema già gravemente alterato. E lo fa intrecciando arte e scienza, oltre a una smisurata immaginazione, proprio come faceva il genio vinciano.

Si tratta dell’argentino Tomás Saraceno, classe 1973, uno dei più visionari artisti della scena contemporanea. Da anni porta avanti una ricerca poliedrica e multidisciplinare tesa a esplorare modi nuovi e sostenibili di abitare e percepire il mondo. Le sue opere immersive e coinvolgenti sono protagoniste della mostra “Aria”, allestita a Firenze, nelle sale di Palazzo Strozzi, fino al 1 novembre.

 

“Le emissioni di carbonio riempiono l’aria, le polveri sottili galleggiano nei nostri polmoni mentre le radiazioni elettromagnetiche avvolgono la Terra. […] Tuttavia è possibile immaginare un’era diversa, l’Aerocene, caratterizzata da una sensibilità proiettata verso una nuova ecologia del comportamento. Come sarebbe respirare in un’economia che prescinde dai combustibili fossili?”. È quello che si (ci) domanda Tomás Saraceno. Una possibile risposta, o almeno un senso, uno spunto, li possiamo trovare nelle sue splendide installazioni, come Thermodynamic Constellation, ideata per il cortile di Palazzo Strozzi. Tre grandi sfere specchianti sospese che rimandano a quella nuova era di solidarietà tra uomo e ambiente teorizzata dall’artista, che supera l’attuale visione antropocentrica del mondo.

 

Il percorso espositivo prosegue tra grandi ragnatele che formano magiche architetture immerse nel buio, sculture galleggianti, giardini volanti, ambienti altamente evocativi che suggeriscono futuri alternativi e persino una piccola sala dedicata all’“Aracnomanzia”, dove consultare gli oracoli-ragnatele, alla stregua dei metodi di divinazione praticati in diverse parti del mondo.

Una mostra affascinante che ci aiuta a capire quanto nel nostro pianeta tutto sia profondamente interconnesso, vivente e non vivente, macrocosmo e microcosmo, e quanto sia fondamentale vivere in armonia con l’ambiente e l’atmosfera.

Francesca Cogoni
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