A.R. Penck, The Battlefield, 1989
A.R. Penck, The Battlefield, 1989 (ProLitteris 2021)

L’universo figurativo di A.R. Penck

In mostra a Mendrisio fino al 13 febbraio 2022

Quella di A.R. Penck (pseudonimo di Ralf Winkler, nato a Dresda nel 1939 e morto a Zurigo nel 2017) è una pittura vigorosa e spontanea, percorsa da una forza quasi primigenia e superbamente selvaggia. Autodidatta, profondamente interessato al rapporto tra individuo e società, inviso alla Stasi ed espulso dalla DDR nel 1980, Penck ha lasciato un segno forte nell’arte del secondo Novecento ‒ tanto da affascinare e influenzare artisti come Keith Haring e Michel Basquiat ‒, e ha saputo distinguersi per l’originalità del suo universo figurativo e per la complessità della sua opera.

 

A ripercorrere il cammino creativo di questo grande artista è ora una bella retrospettiva in corso al Museo d’Arte Mendrisio fino al 13 febbraio 2022. In mostra non solo dipinti ‒ maestosi e densi di figure stilizzate, simboli e segni arcaici ‒ ma anche sculture realizzate con diversi materiali e molti libri d’artista, per raccontare il genio multiforme di una personalità orgogliosamente mai allineata.

Francesca Cogoni
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