(Cesare Laurenti, Fioritura nuova, 1897. Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro)

La danza rivoluzionaria di Isadora Duncan

In mostra al Mart di Rovereto fino al 1 marzo 2020

Non capita spesso che la danza entri nei musei in qualità di protagonista di opere e mostre. Ma quando succede, lo fa in modo leggiadro e inaspettato. Proprio come accade al Mart di Rovereto, dove fino al 1 marzo è allestita l’esposizione “Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e  le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia”.

Pioniera della danza moderna, icona ribelle e ammaliante, la ballerina americana Isadora Duncan (1877-1927) rappresentò, all’inizio del secolo scorso, un autentico simbolo di forza, di tenacia e di liberazione del corpo femminile. Grazie alla sua capacità di stravolgere i canoni classici del balletto, stregò creativi e intellettuali, diventando un fulgido esempio per le avanguardie storiche, oltreché un imperituro punto di riferimento. Grande amica di Eleonora Duse, fu musa ispiratrice per innumerevoli artisti, tra cui Auguste Rodin, di cui in mostra possiamo ammirare l’eterea Ève au rocher. A farle compagnia, molte altre incantevoli opere che rinnovano il mito della ballerina californiana, firmate da artisti come Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Gaetano Previati, Antonietta Raphaël, Gino Severini, Felice Casorati, solo per citarne alcuni. La mostra al Mart, inoltre, approfondisce il fascino che la “danzatrice scalza” esercitò sul Futurismo, e il suo rapporto burrascoso con Filippo Tommaso Marinetti.


Francesca Cogoni

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