Fede Galizia, Alzata con prugne pere e una rosa
Fede Galizia, Alzata con prugne pere e una rosa (Collezione privata, Bassano del Grappa)

La mirabile pittoressa Fede Galizia

In mostra a Trento fino al 24 ottobre 2021

«Famosa e celebre (anzi eccellentissima) nell’arte della pittura fu anco Fede Galizia fanciulla milanese, la quale nel pinger del naturale et particolarmente frutti et piante, riuscì tanto rara».

Ne La Dignità et nobiltà delle donne (1633) Cristofano Bronzini descriveva così l’abilità pittorica di Fede Galizia. Ma le nature morte sono solo una piccola fetta della articolata produzione di questa straordinaria artista che operò a cavallo tra Cinquecento e Seicento. A darne prova è  l’ampia mostra a lei dedicata presso il Castello del Buonconsiglio di Trento.

Attraverso un’ottantina di opere, l’esposizione offre uno sguardo completo e approfondito su questa “mirabile pittoressa”, che iniziò a lavorare giovanissima, formandosi nella bottega milanese del padre Nunzio, miniaturista e costumista, e guardando ai maestri dell’epoca, in primis Parmigianino e Correggio. In breve tempo,  Galizia sviluppò un suo personale stile, apprezzato sia in città (lo dimostrano i tanti ritratti per figure di spicco, come lo storico Paolo Morigia, il medico Ludovico Settala, il pittore Federico Zuccari, o Ippolita Trivulzio, principessa di Monaco), sia all’estero (grazie alla mediazione di Giuseppe Arcimboldi, i suoi dipinti giunsero fino alla corte praghese di Rodolfo II d’Asburgo).

Una cifra stilistica, quella della Galizia, fatta di profonda perizia tecnica, sapiente naturalismo ed estrema accuratezza per i dettagli, soprattutto nel riprodurre vesti e gioielli (si veda lo splendido dipinto Giuditta e Oloferne del 1596, primo di una serie di lavori sullo stesso tema, o la minuziosa acconciatura della Maddalena nella pala d’altare Noli me tangere, del 1616).

Fede Galizia, insomma, fu una pittrice di grandissimo talento e versatilità, e la mostra trentina le rende omaggio in modo esemplare, anche in virtù di un raffinato allestimento.

 
Francesca Cogoni
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