Marlene Dietrich agli studi della Columbia Records, New York, USA, 1952.
Marlene Dietrich agli studi della Columbia Records, New York, USA, 1952. (© Eve Arnold Magnum Photos)

Le donne di Eve Arnold

In mostra ad Abano Terme fino all'8 dicembre

C'è un'assorta Silvana Mangano che si aggira tra le sale del MoMA di New York e poi un'intima Joan Crawford che si dedica al maquillage, ci sono una seducente Marilyn Monroe fra candide lenzuola e una magnetica Marlene Dietrich che si gode con disinvoltura la sua sigaretta, e ancora una splendida bambina afgana dalla posa già adulta e una giovane addestratrice di cavalli mongola sdraiata sul prato con il suo bel destriero bianco. Sono alcune delle figure femminili che abitano la mostra “Eve Arnold. Tutto sulle donne – All about women”, in corso alla Casa Museo Villa Bassi di Abano Terme (PD). Dive hollywoodiane e donne comuni, fanciulle e anziane immortalate in giro per il mondo, su ciascuna di esse la grande fotografa americana ha posato il suo obiettivo con sensibilità, discrezione ed empatia, dando vita a fotografie che sono diventate iconiche.

Figlia di un rabbino emigrato dalla Russia in America, Eve Arnold, nata Cohen (Filadelfia, 1912 – Londra, 2012), seppe distinguersi fin dai suoi primi lavori per la forte curiosità che alimentava il suo approccio alla fotografia e per la carica espressiva dei suoi scatti. Un talento che fu presto intercettato da Henri Cartier-Bresson, che nel 1951 la volle alla Magnum, facendo di lei la prima donna reporter dell'agenzia (assieme alla collega Inge Morath).

Dai tanti ritratti femminili in mostra emerge un tocco unico, una grazia che in pochi riescono a catturare. "Era diretta, onesta e genuinamente curiosa. Le sue maniere impeccabili si adattavano alla cultura dei Paesi che visitava", ha affermato di lei la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, che fu sua amica nell'ultimo periodo della sua vita. Infatti, è proprio uno sguardo sincero e pulito quello che si percepisce osservando le foto di uno dei reportage più emozionanti della sua carriera, “A baby’s first five minutes” (1959), dedicato ai primi istanti di vita dei piccoli nati al Mather Hospital di Port Jefferson, o i ritratti del progetto “Dietro al velo”, realizzati in Medio Oriente all'inizio degli anni Settanta, o ancora gli scatti della splendida Marilyn Monroe all'apice della sua carriera.

Francesca Cogoni
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