Antonio Ligabue, Autoritratto (Keystone)

Ligabue

Al museo im Lagerhaus di San Gallo

Un pittore naïf, un artista geniale e folle, un uomo che aveva sofferto moltissimo e dalla cui sofferenza sono usciti quadri dai colori sgargianti e dall’iconografia fantasticamente legata alla natura.

Antonio Ligabue è stato spesso considerato un campione dell’art brut, un autodidatta che si avvicina alla pittura dopo essere tornato a Gualtieri in provincia di Reggio Emilia, espulso dalla Svizzera, dov’era nato nel 1899.

Come risulta però dai documenti raccolti da Renato Martinoni negli istituti in cui Ligabue era stato ospitato negli anni svizzeri, l’artista disegnava fin da giovanissimo e il suo talento era già stato riconosciuto forse incoraggiato dai suoi insegnanti.

Anche per questo il sottotitolo della mostra appena inaugurata a San Gallo al museo im Lagerhaus è "Il Van Gogh svizzero" e mira a sottolineare l’importanza che ebbero per il pittore gli anni di formazione della sua personalità fino al momento dell’espulsione.

Nella rubrica "Voci dipinte" Monica Bonetti ospita il professor Renato Martinoni e il critico d’arte Sandro Parmiggiani che hanno curato insieme la mostra di San Gallo.

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