Maurizio Cattelan, Breath, 2021
Maurizio Cattelan, Breath, 2021 (Courtesy l’artista, Marian Goodman Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano)

Maurizio Cattelan

All’HangarBicocca, fino al 20 febbraio 2022

Nei suoi circa trent’anni di carriera artistica, Maurizio Cattelan ha sovente destabilizzato lo sguardo e fatto discutere, provocando, contestando le istituzioni e trattando temi complessi in modo caustico e beffardo. I suoi interventi scuotono e sorprendono, quasi mai lasciano indifferenti. Succede anche stavolta, con la mostra “Breath Ghosts Blind”, in corso presso Pirelli HangarBicocca, che segna il ritorno dell’artista sulla scena milanese dopo oltre dieci anni.

Ciò che salta subito all’occhio è che mai si era visto l’enorme spazio delle Navate così sgombro e rarefatto, eppure Cattelan lo “riempie” di significati con tre sole opere, come fossero gli atti di una pièce teatrale, le tappe di un percorso simbolico. Chi si aspettava una sostanziosa retrospettiva dell’artista rimarrà forse deluso; chi, invece, è consapevole che da una personalità imprevedibile come Cattelan ci si può attendere di tutto, rimarrà colpito dal tono quasi sacrale, spettrale e contemplativo del progetto espositivo. A partire dalla prima opera, una scultura in marmo bianco di Carrara che ritrae un uomo e un cane distesi a terra, l’uno di fronte all’altro. Siamo indotti a soffermarci sulla posa, sui dettagli, sul legame tra i due, a indugiare su una scena che, probabilmente, nella vita di tutti i giorni capita spesso di vedere, ma raramente riceve la giusta attenzione.

Continuando nel percorso e puntando lo sguardo in alto, ci accorgiamo di essere scrutati da migliaia di piccioni impagliati. Muti osservatori disseminati ovunque. L’effetto è surreale e disturbante. A chiudere la mostra è la monumentale, solenne installazione allestita nel Cubo: un grande monolite la cui sommità è intersecata dalla sagoma di un aereo. Il pensiero volge immediatamente all’attentato dell’11 settembre 2001. Ma, a questo colossale e cupo monumento di forma crociale, ciascuno può attribuire il senso che sente proprio o in sintonia con questi tempi difficili.

 
Francesca Cogoni
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