Nanda Vigo nel 1985
Nanda Vigo nel 1985 (© Nanda Vigo)

Nanda Vigo, la signora della luce

In mostra a Milano fino al 29 settembre 2019

Nanda Vigo è stata una delle figure chiave della vivace scena culturale milanese degli anni Sessanta. Antesignana e mente creativa a 360 gradi, per lei l’arte, l’architettura e il design sono sempre stati un tutt’uno. Classe 1936, la Vigo è oggi omaggiata dalla sua città con un’ampia mostra antologica allestita nelle sale di Palazzo Reale di Milano fino al 29 settembre. Composta da progetti, sculture e installazioni, Nanda Vigo. Light Project ripercorre la multiforme e innovativa ricerca di questa grande sperimentatrice, a partire dagli esordi, sul finire degli anni Cinquanta, fino alle esperienze più recenti. Luce, trasparenza e immaterialità sono le protagoniste del percorso espositivo, che ha il suo culmine nella Sala degli specchi con un suggestivo ambiente cronotopico che occupa l’intero spazio.

Per tutta la sua carriera, infatti, Nanda Vigo non ha mai smesso di inseguire la luce, sfruttandone i suoi effetti, utilizzandola come metafora di leggerezza e di perenne trasformazione, creando pezzi di design, ambienti immersivi e architetture capaci di andare oltre la materialità e le convenzioni del quotidiano, per giungere fino alla contemplazione, a una dimensione trascendente.

Affascinata fin da bambina dai complessi rapporti tra luce e spazio delle architetture di Giuseppe Terragni, Nanda Vigo si laurea al Politecnico di Losanna e, nel 1959, apre il proprio studio a Milano, diventando negli anni successivi amica e collaboratrice di personalità significative come Lucio Fontana, Gio Ponti, Enrico Castellani e Piero Manzoni (con il quale convive fino alla sua prematura morte nel 1963), e aderendo al radicale gruppo ZERO, di cui nel 1965 cura una memorabile mostra nell’atelier di Fontana.

La retrospettiva a Palazzo Reale è dunque una bella occasione per conoscere meglio un’artista eclettica e avanguardista, forse troppo spesso oscurata dai suoi colleghi più noti.

Francesca Cogoni
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