Carla Accardi, 1950
Carla Accardi, 1950 (Foto Benedetto Patera; Archivio Accardi Sanfilippo, Roma © Carla Accardi, by SIAE 2020)

Omaggio a Carla Accardi

Al Museo del Novecento di Milano fino al 27 giugno

Raffinata sperimentatrice, artefice di una pittura segnico-cromatica vibrante ed evocativa, Carla Accardi è stata la prima astrattista italiana a spiccare a livello internazionale. A sei anni dalla sua scomparsa, il Museo del Novecento di Milano le rende omaggio con un’ampia retrospettiva, “Carla Accardi. Contesti”, che si propone di indagare soprattutto lo scenario storico, sociale e politico nel quale l’artista siciliana ha operato nel corso della sua cinquantennale attività e le tante relazioni, affinità e suggestioni che ne hanno cadenzato la ricerca.

“Rimettere in gioco […] la mia pittura non può arrestarsi su un problema, porlo e definirlo una volta per tutte. Mi piace ruotare attorno a questo problema, vederne le diverse, possibili soluzioni, essere coeren­te e, al tempo stesso, in grado di cambiare”. E con estrema libertà e al contempo grande equilibrio, Carla Accardi si è sempre rimessa in gioco dando vita a opere “rigorose e liriche”, come ben evidenzia la mostra attraverso un percorso che parte dagli esordi nella seconda metà degli anni Quaranta, con la partecipazione al grup­po Forma (unica donna, con Attardi, Consa­gra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato). Prosegue con la serie dei Negativi e con i grandi e ipnotici dipinti fitti di segni e di cromie ardite, per poi giungere agli esperimenti con il sicofoil (materiale plastico trasparente mai usato prima in ambito artistico), alle installazioni e agli ambienti, ai lavori legati alla militanza femminista (nel 1970 Carla Accardi fondò il gruppo Rivolta femminile insieme a Carla Lonzi ed Elvi­ra Banotti). E poi di nuovo il ritorno alla tela negli anni Ottanta, come in un ideale cerchio che si chiude.

Accanto alle opere, la presenza di numerosi documenti e fotografie provenienti dall’Archivio Accardi Sanfilippo concorre a offrire uno sguardo approfondito su un’instancabile innovatrice, un’artista tra le più originali del secondo Novecento.

 
Francesca Cogoni
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