Veduta della mostra Pietro Consagra. La materia poteva non esserci alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano, 2021
Veduta della mostra Pietro Consagra. La materia poteva non esserci alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, Lugano, 2021

Omaggio a Pietro Consagra

In mostra a Lugano fino al 9 gennaio 2022

«Esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell’uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società, dove è necessaria volontà, forza, ottimismo, semplicità, chiarezza», così Pietro Consagra spiegava la sua poetica.

E forza, ottimismo, semplicità sono proprio ciò che comunicano le opere allestite negli spazi della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano fino al prossimo 9 gennaio, nell’ambito della retrospettiva “Pietro Consagra. La materia poteva non esserci”.
Una mostra che nasce dalla grande amicizia e affinità dei due collezionisti con lo scultore siciliano, del quale l'anno scorso si è celebrato il centenario dalla nascita.

Ferro, bronzo, acciaio, legno bruciato… Consagra non privilegiava alcun materiale, anzi amava sperimentare quanto più possibile. Non solo scolpiva, ma dipingeva, disegnava, creava gioielli, arredi e architetture e, soprattutto, scriveva moltissimo, con arguzia e profondità.
La creazione artistica, insomma, non aveva confini per lui. E la mostra di Lugano, la prima dedicata all’artista in una istituzione pubblica svizzera, ne offre una importante testimonianza, radunando oltre sessanta lavori realizzati dagli anni Cinquanta fino ai primi Settanta, come i Colloqui, caratterizzati dal gioco dei pieni e vuoti, o La città frontale, significativa riflessione sul rapporto conflittuale tra uomo e  spazio urbano.

 
Francesca Cogoni
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