Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’orgia, 1928
Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’orgia, 1928 (Foto Mondadori Portfolio - Electa - Luca Carrà)

Realismo Magico, tra rigore e mistero

In mostra a Milano fino al 27 febbraio 2022

Atmosfere rarefatte, pose congelate, figure algide e silenti, e un senso di mistero e sospensione che pervade tutto. Sono alcuni dei tratti distintivi del Realismo Magico, corrente pittorica tra le più affascinanti del Novecento italiano, ma anche tra le meno valorizzate. Una notevole mostra a Palazzo Reale, Milano ‒ allestita fino al prossimo 27 febbraio ‒ porta finalmente l’attenzione su questo particolare momento dell’arte italiana collocato tra le due guerre mondiali e sui suoi principali esponenti, tutti tesi a rivelare il perturbante che si cela sotto la superficie della realtà apparente e abituale.

“Precisione realistica di contorni, solidità di materia ben poggiata sul suolo; e intorno come un’atmosfera di magia che faccia sentire, traverso un’inquietudine intensa, quasi un’altra dimensione in cui la vita nostra si proietta…” scriveva a tale proposito il saggista Massimo Bontempelli nel 1928. Ed è proprio ciò che percepiamo guardando gli splendidi ritratti di Felice Casorati, come quelli di Silvana Cenni e di Cynthia per esempio, oppure scrutando i vividi dettagli dei quadri di Ubaldo Oppi e di Achille Funi, o ancora lasciandoci stregare dalla bellezza armoniosa e al contempo enigmatica delle opere di Antonio Donghi (incantevoli Gli amanti alla stazione o Prima della canzone), per non parlare dello straniante realismo dei quadri di Cagnaccio di San Pietro, di cui sono esposti una serie di capolavori, tra cui Dopo l’orgia e Bambini che giocano.

Interessante, nel percorso espositivo,  il rilievo dato a una pittrice raffinata e meritevole come Edita Broglio, ma anche il confronto con alcuni esponenti della Neue Sachlickheit, movimento coevo che ebbe luogo in Germania.

Francesca Cogoni
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