Romana Petri

Quando i pranzi di famiglia diventano un peso sul cuore

Romana Petri, autrice, traduttrice, editrice e critica letterario, vincitrice di numerosi premi tra cui il Premio Mondello, il Rapallo Carige, e il Grinzane, una della autrici più interessanti della narrativa in lingua italiana torna in libreria con “Pranzi di famiglia”, pubblicato da Neri Pozza e che si presenta come il secondo tassello di una trilogia apertasi con “Ovunque io sia”.

In questo lungo e avvolgente romanzo dalla scrittura elegante, nitida e precisa, ritroviamo ancora Lisbona, città d’adozione dell’autrice, adagiata sulla riva Nord del fiume Tago, dal fascino struggente, retrò e melanconico, battuta dal vento e piena di luce, la protagonista del romanzo. Una Lisbona tardo autunnale, dal cielo carico di pioggia, dove le nuvole si muovono veloci insieme al vento; una città che sembra vestire i colori del lutto, fatta di un dolore antico quanto il mondo, un dolore difficile da accettare, dal quale si può uscire solamente adulti e consapevoli. In “Pranzi di famiglia” il lettore ritrova i protagonisti di “Ovunque io sia”, a cui -benché rimasti orfani- amore materno resta incollato addosso per sempre.

“Ovunque io sia, io continuerò a stare anche qui, e vedrò e saprò quello che farai” è la frase d’addio che Maria do Ceu rivolge al figlio Vasco Dos Santos nelle pagine finali del primo volume di quella che si annuncia essere nelle intenzioni di Romana Petri, nata a Roma ma che vive attualmente tra questa città e Lisbona, una Trilogia.

Condividi

Correlati