Il corpo, tra danza e tecnologia

Alla compagnia AiEP il Premio Speciale svizzero di danza

di Mattia Cavadini

AiEP, acronimo di Avventure in Elicottero Prodotti, è il nome della compagnia multimediale di teatro-danza che il videoartista Claudio Prati e la coreografa e danzatrice Ariella Vidach (insieme ad un gruppo di artisti di diversa provenienza) hanno fondato nel 1988 a Lugano. Il 12 ottobre la compagnia ticinese riceve a Friborgo il Premio Speciale della danza svizzera (40mila franchi) per l’impegno profuso a favore delle arti performative.

La compagnia, impegnata nella ricerca di un linguaggio a cavallo fra danza, musica, video-arte e design, nel 1996 si trasferisce a Milano, dando origine dapprima all’associazione culturale AriellaVidach-AiEP; e poi, nel 2005, al DiDStudio (Danza Interattiva Digitale), un centro per la formazione, la promozione e la ricerca sulla danza contemporanea (con sede all’interno della Fabbrica del Vapore).
 


 

Ad oggi la compagnia ha realizzato una ventina di coreografie, anticipando e promuovendo la sperimentazione (di cui si hanno echi in tutto il mondo) tra danza e arti multimediali. Una sperimentazione in cui il confine fra corpo, coreografia e sistemi interattivi si assottiglia sempre più sino a creare zone di interferenza e sovrapposizione. Negli spettacoli della compagnia AiEP l’elemento performativo del corpo si avvale infatti di estensioni ed amplificazioni tecnologiche e multimediali.
 


 

La sperimentazione fra corpo e macchina, intrapresa da AiEP, si è sviluppata e perfezionata nel corso degli anni. All’inizio si è manifestata con la semplice presenza di video nello spazio dei corpi danzanti. Poi (nel 1996, in Exp) vi è stato il primo esperimento di danza interattiva, con l’uso del mandala system (una realtà virtuale 2D che utilizza la telecamera come dispositivo di input). Questo esperimento si è affinato in seguito con l’utilizzo della motion capture, modalità che permette (mediante sensori applicati al corpo e l’uso di un campo magnetico) la clonazione dei gesti del danzatore. Dall’uso della motion capture e di altre tecnologie interattive (come la computer-grafica) sono nati spettacoli di grande suggestione (in particolare MOV e Cromosonics), che hanno posto l’accento sull’elemento del corpo, non più inteso nella sua accezione materica, ma in un'accezione amplificata, dilatata.
 


 

In questo senso, la ricerca della compagnia AiEP offre una raffigurazione artistica di uno dei temi che maggiormente connotano la contemporaneità, ovvero il rapporto fra il corpo e le nuove tecnologie. Un rapporto che cambia continuamente, generando nuove modalità corporee, dove il corpo diventa un ibrido fra organico ed inorganico, dove il sentire non è più solo sensoriale, ma anche virtuale, artificiale, amplificato.

Su questa affascinante ricerca Roberta Pedrini, regista di Paganini (e cultrice di danza contemporanea) ha realizzato un documentario di pregio, che ci consente di immergerci nell’universo artistico di AiEP, a cavallo fra danza e arti multimediali.