L'intrusa

All'ultimo film di Leonardo Di Costanzo il premio Euroimages

L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, coprodotto dalla RSI, ha vinto il premio Euroimages per la migliore coproduzione europea al Festival del film di Siviglia.

Presentato in anteprima all'edizione 2017 della Quinzaine des Réalisateurs, festival parallelo al più rinomato (e ufficiale) Festival di Cannes, il film racconta la storia di Giovanna (interpretata da Raffaella Giordano), fondatrice del centro "la Masseria" a Napoli, dove le mamme del quartiere portano i loro bambini per cercare di sottrarli al mondo della mafia. In questo ambiente protetto, si rifugia Maria (Valentina Vannino), giovane madre e moglie di un camorrista che si è macchiato di un efferato delitto. Il loro arrivo provoca malcontenti e ostilità tra genitori e insegnanti, arrivando a mettere a rischio l’esistenza stessa del centro.
 


Per la realizzazione del film, Di Costanzo ha impiegato quasi esclusivamente attori non professionisti o poco conosciuti, scelti tra persone molto vicine all’universo raccontato. Come per L’Intervallo, per il quale ha vinto il David di Donatello nel 2013, prima delle riprese il regista ha fatto un lavoro di ricerca e di preparazione molto lungo: La storia raccontata somiglia alle tante che abbiamo ascoltato, ho parlato con presidi e lavoratori del sociale, spesso mi hanno detto “succede che, per salvare qualcuno, devi escluderne altri.
In questo film non ci sono né cattivi né eroi. Il regista non ha voluto infatti prendere posizione in merito, bensì limitarsi a mettere in scena un dramma sociale che affligge la società.
 


Infine, Di Costanzo tiene a precisare che: L’intrusa è un film con la camorra ma non è un film sulla camorra; un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubarle terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza che credo in questo momento possa risuonare anche in chi non vive a contatto con mafia e camorra, ma sperimenta altre convivenze di paure e diffidenze. L'altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo.