(keystone)

Al Jarreau

Il funambolo della voce

di Mattia Cavadini

Personaggio poliedrico, tra i maggiori vocalist della scena contemporanea, Al Jarreau rappresenta l'espressione più evoluta di un certo modo di fare musica, accessibile ma allo stesso tempo sofisticata, coniugando alla perfezione lo spirito colto del jazz con elementi pop. «Pop singer» (come amava definirsi lui stesso) di Milwaukee, porta sulla scena musicale un repertorio elegante e sofisticato, valorizzato da una timbrica vocale unica e straordinaria, che combina duttilità e delicatezza, energia e calore.

Al Jarreau

Al Jarreau

Uno stralcio del concerto del 2006 a Lugano (archivi RSI)

Autentico funambolo della voce, capace di spaziare nel pentagramma musicale, di sbuffare, sibilare, accartocciarsi e dipanarsi tra bassi e acuti vertiginosi, Al Jarreau mette il proprio strumento a disposizione di diversi generi: standard del jazz, improvvisazione, soul patinato, alla stregua di un moderno Nat King Cole (catante di cui peraltro ha indossato i panni in una biografia cinematografica).

Figlio di un pastore evangelico, inizia a cantare da piccolo nel coro gospel della chiesa locale. Quindi entra in un ensemble dilettantistico chiamato The Indigos. Dopo questa esperienza approda sul palco di fumosi club per palati fini del jazz. Sarà l’etichetta di Frank Sinatra a farlo arrivare alle orecchie giuste, quelle della critica più sofisticata che incensa il suo modo di spaziare tra le ottave.

L'ascesa sulla scena internazionale avviene alla fine degli anni ’70. Il doppio live Look To The Raimbow fa gridare al miracolo. Al Jarreau si aggiudica il Grammy per il miglior album di jazz vocale e viene additato come l'artefice di un nuovo modo di cantare, un modo in cui la voce si avventura in assoli straordinari, trasformandosi a tratti in un nuovo e inusitato strumento a percussione. La sua strepitosa versione di Take Five, il più celebre 5/4 della storia del jazz, diventa un vero e proprio cult.

Negli  anni Ottanta il mix esplosivo di acrobazie vocali, jazz, latin, soul e funk si addolcisce verso terreni pop. Nel 1981 ottiene il più grande successo della sua carriera con l’album Breakin’ Away che contiene We’re In This Love Together, che rimarrà la sua hit più famosa. Negli anni ’90 riduce la produzione discografica per dedicarsi a un’intensa attività live che lo vede collaborare con Miles Davis, George Benson, Chick Corea. Con il nuovo millennio, problemi respiratori e cardiaci ne pregiudicano l'attività, costringendolo più volte al ricovero. Il suo modo di cantare continua comunque ad esercitare un’influenza enorme sul mondo della musica, aprendo le porte a nuove modalità vocali. 

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