Architettura CH

12 esempi di edilizia contemporanea

L’arte figurativa e rappresentativa, la musica e la letteratura appartengono alle grandi conquiste della nostra civiltà. La cultura tuttavia va ben oltre le cosiddette belle arti; ad essa si ascrive infatti anche l’insieme delle affermazioni e delle prestazioni di una comunità e di un popolo, aspetti che ne simboleggiano lo stile di vita e le forme di civilizzazione. Il modo in cui ci comportiamo gli uni con gli altri, il modo in cui pensiamo e agiamo, questa è la cultura, l’anima della nostra società.

Le case, i ponti, i villaggi e le città, ovvero l’intero ambiente costruito, costituiscono parte integrante di quest’anima, ne sono l’espressione e lo specchio. In essi si mostra il nostro passato, in essi è racchiuso il presente e il futuro. Per progettare e realizzare le nostre opere, per creare il nostro spazio di vita comune sono pertanto richieste grande accuratezza e lungimiranza. Quanto possano essere tenaci, creativi e coraggiosi gli architetti, gli ingegneri e i progettisti nella ricerca di soluzioni nuove ed esemplari, lo illustrano i dodici brevi filmati che fanno parte della serie «Costruire la Svizzera».

 

Baita Monte Rosa, Zermatt VS

Un imponente cristallo arrivato da un altro pianeta - così appare il nuovo rifugio del Monte Rosa del Club Alpino Svizzero, a quota 2883 metri. All’esterno risaltano la forma cristallina e il luccichio della superficie in alluminio. All’interno il materiale predominante è il legno massiccio. La struttura non è un mero gioco architettonico, bensì un edificio molto funzionale. In valle sono stati prodotti e trasportati con l’elicottero 400 elementi in legno relativamente leggero. Il rivestimento ricopre l’edificio come un pesante mantello ed è dotato di elementi fotovoltaici che costituiscono per il 90 per cento la fonte di auto-approvvigionamento energetico della capanna, dotata altresì di un proprio approvvigionamento idrico. Il rifugio è un connubio intelligente ed efficace di alta e bassa tecnologia. La costruzione è frutto del lavoro portato avanti da alcuni studenti del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) nell’arco di quattro semestri. I dati operativi elaborati presso l’ETH apportano nuove conoscenze per il costruire del domani, a vantaggio delle generazioni future, e il progetto ha un'eco che si estende a diversi ambiti della nostra vita.

 

Spazio Officina, Chiasso TI

Chiasso è stata per lungo tempo conosciuta come località di confine, nota per il suo scalo merci e il suo scalo di smistamento sulla ferrovia del Gottardo. Le cose son cambiate e Chiasso ha perso in importanza e in abitanti. Il cambiamento tuttavia può spesso essere preludio a nuove possibilità. Si è deciso infatti di infondere nuova vita in costruzioni obsolete e ormai in disuso da tempo. Il Cinema Teatro, costruito nel 1935 dall'architetto Americo Marazzi, da sempre era stato il cuore pulsante della città, palcoscenico di rappresentazioni cinematografiche, musicali, balletti e conferenze. Nel 2001 l’edificio si è risvegliato dal suo torpore, grazie a una completa ristrutturazione. L’autofficina adiacente è stata trasformata nel 2005 in sala multiuso, battezzata «Spazio Officina» e adibita a ospitare esposizioni ed eventi. Il «m.a.x.museo», nelle vicinanze, espone opere d’arte moderna e di design. Chiasso è dunque diventata una nuova isola culturale sull’asse Nord-Sud.

 

Ferrovie retiche, GR

Alla fine del 19° secolo, l’olandese Willem-Jan Holsboer fu il principale promotore del tratto ferroviario Landquart-Davos, la prima linea della Ferrovia Retica. I lavori di costruzione iniziarono nel giugno del 1888, il tratto ferroviario fu terminato già nel 1890 e nel 1913 fu ultimata l’intera rete di questa ferrovia a scartamento ridotto. I numerosi viadotti e tunnel disseminati lungo il tracciato testimoniano il grande coraggio e la competenza dei costruttori edili che realizzarono i lavori, sotto la supervisione dell’ingegnere Robert Moser. Le audaci e leggerissime centine, prodotte dal carpentiere Richard Coray per le costruzioni in pietra, erano di per sé un vero e proprio capolavoro. La Ferrovia Retica è la più spettacolare ferrovia a scartamento ridotto del mondo e appartiene dal 2008 al patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dopo cent’anni di utilizzo è ora tuttavia necessario risanare i viadotti di pietra. La ristrutturazione, eseguita senza interrompere il traffico ferroviario, pone agli ingegneri e agli addetti ai lavori grandi sfide tecniche e organizzative. L’ingegnere civile Jürg Conzett mostra grande rispetto verso la struttura esistente e procede in modo intelligente e accorto, tutelando questo patrimonio edilizio del tutto unico.

 

Palazzo Canavée, Mendrisio TI

Chi si dedica allo studio dell’architettura necessita di locali in cui poter lavorare in modo concentrato e di spazi di incontro per scambiarsi idee e opinioni. La facoltà di architettura dell’Università della Svizzera italiana, fondata da Mario Botta, si trova a Mendrisio e dal 1996 è ubicata in diversi palazzi storici. In poco tempo il numero degli iscritti ha superato quota 700 e ben presto è risultato palese che per il suo sviluppo erano necessari più spazi e nuovi locali. Con il concorso indetto nel 1997 si è deciso di optare per la proposta dei due giovani architetti Soliman e Zurkirchen la cui idea centrale poggiava sulla costruzione di un padiglione, integrato nel cortile interno. La nuova costruzione ha il tetto in vetro, è luminosa, centrale e offre uno spazio multifunzionale in cui organizzare assemblee, esposizioni, lavori di gruppo ecc. Attorno al nuovo edificio sono disposte su quattro piani le aule per la didattica e gli atelier di progettazione. Lo sguardo spazia in un dialogo ottico tra i locali e l’ambiente circostante. Gli architetti sono stati in grado di creare un’opera atemporale, adattabile in modo flessibile ai cambiamenti futuri.

 

Saint-Loup VD

La comunità delle diaconesse di St. Loup, a Pompaples, nel Cantone di Vaud, ha fatto ristrutturare i suoi edifici e la cappella. Durante i lavori le diaconesse erano prive di un luogo di preghiera. Nacque così l’idea di costruire una cappella provvisoria che sembra letteralmente provenire da un altro mondo: una struttura in legno, tutta pieghettata, il cui esterno assomiglia a un leggero castello di carte e il cui interno si dischiude in un ampio spazio sacro, solenne e permeato di tranquillità. La costruzione è particolare anche per la sua storia. Presso la cattedra di costruzioni in legno del Politecnico federale di Losanna (EPFL), gli ingegneri hanno ideato le strutture edili avvalendosi della tecnica dell’origami, l'arte giapponese di piegare la carta, dapprima su un modello e poi in laboratorio. Gli ingegneri, affiancati dagli architetti, hanno pensato una soluzione fatta di semplici pannelli di legno lasciati al naturale internamente, con carbonato plastico e tessuto frangivento per le finestre nei frontoni. I materiali semplici conferiscono un aspetto schietto e autentico. Le diaconesse si sono ormai affezionate alla cappella provvisoria e non hanno molta voglia di separarsene.

 

Grattacielo Weberstrasse, Winterthur ZH

A Winterthur, in Weberstrasse, s’innalza un’opera esempio di una ristrutturazione esemplare: un edificio abitativo alto dodici piani progettato negli anni Sessanta dall’architetto Herbert Isler. La costruzione, ormai consumata dagli anni, è stata oggetto di un rinnovamento che ha saputo rispettare l’originale, pur interpretandolo in modo nuovo. Per gli architetti Burkhalter e Sumi si tratta di una «condensazione verso l’interno». Gli appartamenti, prima di piccole dimensioni, sono stati ampliati. Una costruzione annessa a sul retro ospita sei nuovi appartamenti duplex e tre studio. Questa plurifunzionalità è conveniente e sfrutta intelligentemente le strutture esistenti, prima fra tutte la rampa di scale. La ristrutturazione non ha sacrificato gli alberi del parco circostante. Si tratta di un intervento accorto che ha tratto il massimo utilizzo dalla parcella. Il presente ha fatto il suo ingresso in modo esemplare e nei nuovi locali abitano ora diverse giovani coppie e famiglie. Lo stabile è stato battezzato «Weitsicht», a simboleggiare la capacità di guardare lontano.

 

Vrin GR

La Val Lumnezia, la valle della luce, si trova nel Cantone dei Grigioni, comprende sette Comuni e in fondo ad essa è adagiato il villaggio di Vrin. Il paese, intatto nella sua struttura, ha anche alcuni edifici nuovi, opera di Gion Antoni Caminada, nativo di Vrin. In vent’anni, l’architetto grigionese ha ideato e realizzato una serie di costruzioni, tra cui abitazioni e fattorie, la casa comunale, diverse stalle e una macelleria, la rimessa degli autopostali e la cosiddetta Stiva da Morts, la camera mortuaria. Tutte costruzioni che non nascondono di essere nuove anche se costruite con i materiali del posto, ovvero la pietra e il legno, ed edificate con la collaborazione degli artigiani locali. Alla base vi è un intelligente raggruppamento dei beni disponibili e un solido sviluppo economico che non deturpa l’immagine del villaggio. Ciò che l’architetto è riuscito a creare con il prezioso operato degli abitanti di Vrin è del tutto unico, è un chiaro riconoscimento della peculiarità e del rispetto delle tradizioni, un approccio che può essere preso come modello anche da altri Comuni.

 

EPFL Learning Center, Losanna VD

Nel campus del Politecnico federale di Losanna (EPFL) si erge ora un edificio che ridefinisce il concetto dell’«andare a scuola». Con questa straordinaria costruzione, l’EPFL ha trovato un punto fermo. Visto da fuori l’edificio appare come una generosa struttura di un piano che oscilla sospesa sopra il terreno. La pianta della costruzione è rettangolare, misura 120x160 metri e consiste di due sorte di gusci allungati che si snodano parallelamente al terreno, sul tetto vi sono tredici grandi oblò e all’interno due sopralzi che ricordano la forma di una bolla. Internamente, la struttura si presenta come un’invitante e accogliente superficie spaziale, continua, fluida e ampia, uno spazio sociale e interattivo. L’edificio ospita una biblioteca, una caffetteria, un ristorante, diversi uffici e un auditorio. Artefice dell’opera è lo studio d’architettura Sanaa di Tokio. La costruzione è in cemento, acciaio e legno, ma i toni grigi modesti e discreti che la caratterizzano le conferiscono un aspetto etereo e quasi immateriale. Gli studenti hanno subito accolto favorevolmente e con grande naturalezza il nuovo centro studi e non hanno tardato a farselo proprio. L’intero corpo studentesco, ma anche gli abitanti di Losanna e dintorni sono compiaciuti poiché sanno che con il Rolex Learning Center hanno ricevuto un’importante esempio di architettura mondiale.

 

M2 Metro, Losanna VD

Losanna è definita dalle tre colline di Cité, Le Bourg e Saint-Laurent e da due torrenti, il Louve e il Flon, che si incontrano nel cuore cittadino. Il punto più basso è il Lago Lemano (a 372 m.s.l.m.), quello più alto la cima dello Jorat (a 929 m.s.l.m.). Nel 1877 il capoluogo vodese fu dotato di una funicolare, la «Ficelle» (cordicella), molto amata dai losannesi, che collegava il quartiere industriale di Flon a Ouchy. La funicolare fu trasformata nel 1958 in un trenino a cremagliera da tutti chiamato «metrò». La metropolitana vera e propria, l’M1, è però in funzione solo dal 1991 e ferma all’Università, al Politecnico federale di Losanna e alla stazione di Renens, il capolinea. L’M2, inaugurata nel settembre del 2008, collega invece Ouchy a Epalinges, seguendo in parte il tracciato dell’antica «Ficelle», ormai in disuso. Ora i vagoni del metrò viaggiano e sibilano su gomma automatizzata, senza conducente e in modo computerizzato. Il tracciato è per lo più sotterraneo. Per andare dal lago al quartiere di Croisette, 336 metri più in alto, e percorrere 6 chilometri, ci vogliono circa 20 minuti. L’M2 fa tappa in 14 stazioni e collega i quartieri cittadini tra i due terminali. Il nuovo metrò è una grande prova di maestria degli ingegneri civili e un simbolo della tecnica ferroviaria.

 

Passerella pedonale SG-SZ

Già nel 14° secolo una passerella di legno attraversava la parte alta del Lago di Zurigo. La passerella, posata per necessità economiche al fine di agevolare lo scambio di merci, costituiva parte del cammino di Santiago che collega l’Europa orientale e centrale con il santuario di Santiago di Compostela, situato nella Spagna settentrionale. La nuova passerella di legno è lunga 841 metri, è sorretta da 233 pali in legno di quercia, è larga 2 metri e 40 e sfiora la superficie dell’acqua. Essa percorre un ampio arco attorno all’argine del lago, trafficato e rumoroso. Il tracciato non si snoda lungo un semplice rettilineo, ma presenta curve e angolature. È una simbiosi tra l’arte dell’ingegneria e l’architettura e offre un’occasione unica per ammirare il paesaggio. Ci si muove per così dire direttamente sull’acqua eppure ci si sente collegati alla riva. In mezzo al lago una costruzione di semplici tronchi di quercia offre ai pellegrini un’oasi di meditazione in cui contemplare la bellezza di questo luogo senza tempo.

 

Atelier Bardill, Scharans GR

L’atelier del cantautore svizzero tedesco Linard Bardill si erge come una fortezza nel cuore del villaggio di Scharans nel Domleschg (Cantone dei Grigioni). La costruzione, in cemento armato color rosso mattone, è tempestata di 150 decorazioni floreali, non ha quasi finestre e vista da fuori la sua funzione è irriconoscibile. La richiesta fondamentale posta dal committente all’architetto Valerio Olgiati era fare in modo che dalla scrivania si potesse vedere senza ostacoli la montagna Beverin. Lo studio è provvisto di riscaldamento e misura 60 m2, il giardino interno è circondato da mura ed è grande due volte tanto. Di primo acchito l’intera struttura sembra sprovvista di un tetto, in realtà però l’edificio un tetto ce l’ha, e sopra il giardino è posto solo un enorme lucernario, un’apertura ellittica che lascia entrare la luce. Per cinque anni Linard Bardill e il suo architetto hanno sviluppato e creato progetti diversi. La casa, frutto di tanti ripensamenti, si erge ora come fosse un masso erratico. A Scharans la costruzione pare un monaco del Buthan – straniero, ma di buone maniere. L’opera non vuole essere una provocazione, ma un rifugio in cui dare libero sfogo alla creatività.

 

La torre RTS, Ginevra GE

La ristrutturazione dell’edificio multipiano della Radio Télévision Suisse (RTS) ha comportato un’apertura radicale verso la città. La torre della televisione, ubicata sulle sponde del fiume Arve e costruita negli anni Settanta dall’architetto Arthur Bugna, è sempre stata imponente, ma il suo aspetto trasmetteva un senso di chiusura. La costruzione oramai obsoleta andava ristrutturata e il concorso internazionale del 2004 ha proposto vari progetti. Selezionata l’idea migliore si sono iniziati i lavori, e sei anni più tardi è stata ultimata la ristrutturazione. Il progetto degli architetti Devanthéry & Lamunière ha convinto perché condensa in sé tre idee: aprire la facciata con finestre prive di davanzale, creare con tre atri interni una serie di collegamenti tra i piani, far aggettare i due piani più alti rispetto all’intera larghezza dell'edificio. La soluzione, integrata nella struttura in cemento esistente, conferisce all'edificio le qualità volute da Gilles Marchand, direttore generale della SSR, vale a dire: apertura, trasparenza, permeabilità e comunicazione. Quattro parole chiave di per sé semplici, ma che hanno richiesto una pianificazione complessa. Ora si volge uno sguardo nuovo che segue due linee prospettiche: l’una verso l’interno, dietro i sipari del mondo televisivo, l'altra verso l'esterno, verso la città e la Svizzera Romanda.

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