Beethoven 2020

Sfolgorante, geniale, immenso

Ludwig van Beethoven figura tra i musicisti più celebri della storia della musica del mondo cosiddetto Occidentale: forse perché egli costituisce un punto di svolta della figura del musicista, relegato socialmente, fino a quel momento, nella categoria della servitù, al servizio di un potente - principe o vescovo - al quale compiacere, con compiti precisi, con pubblicazioni autorizzate  unicamente con il consenso padronale; a partire dalla generazione di Beethoven il compositore diventa padrone delle sue creazioni, artista autonomo che si ritaglia un ruolo nella società e nel mercato, con entrate economiche provenienti da esibizioni pubbliche, editoria, insegnamento. Nell'epoca di Beethoven si fa strada il concerto pubblico a pagamento; attraverso la borghesia e i suoi bisogni si sviluppa il concetto di lezione privata di musica, con conseguente incremento di commercio di pianoforti e di pubblicazioni editoriali. Le professioni musicali si incrociano e sovrappongono: Muzio Clementi, a Londra, è compositore, editore, e fabbricante di pianoforti. In questo contesto, Beethoven rappresenta la punta di un immenso iceberg musicale: una punta sfolgorante, geniale e immensa: celebre e celebrata, a partire dal monumento che viene eretto in sua memoria a Bonn nel 1845, a 75 anni dalla nascita, patrocinato da Liszt, fino ai casi dell'utilizzo della sua musica per le ormai classiche pubblicità di amari (Petrus Bonekamp, Vecchia Romagna) o per il cinema (Arancia meccanica, Febbre del sabato sera). Anche se profondamente amanti della musica dei vari Monteverdi Bach Rameau Mozart Rossini Schubert Verdi Brahms Wagner, verosimilmente nel nostro DNA v'è proprio la musica di Ludwig van Beethoven!

In questo 2020, a 250 anni dalla nascita di Beethoven (1770-1827), la Radiotelevisione Svizzera Italiana propone numerosi appuntamenti, che il renderemo fruibili di volta in volta in questa scheda.

Partiamo dalla programmazione serale, quella di Prima Fila: il lunedì sera, Europa in concerto propone "The Beethoven Collection", il meglio da 91 offerte originali del circuito Euroradio, tramite gli scambi effettuati tra le radio europee di servizio pubblico. Il venerdì sera verranno programmate quattro integrali distribuite su tutto l'arco dell'anno: le Sinfonie, con nove esecuzioni stilisticamente informate, le Sonate per pianoforte, con interpreti del passato, del presente e con gustose incursioni su strumenti storici, i Quartetti per archi, anche qui con una visione storicamente informata, e i Concerti per pianoforte, con cinque accoppiate geniali e illuminate (Levin/Gardiner, Tan/Norrington, Schoonderwoerd/Cristofori, Lubin/Hogwood, Bezuidenhout/Heras-Casado). Inoltre saranno programmati documenti d'archivio della RSI con perle preziose, quali le prove e i concerti dell'integrale delle Sinfonie con Hermann Scherchen, tenutasi all'Auditorio Stelio Molo nel 1965; nell'àmbito delle nostre trasmissioni pomeridiane, in "Voi che sapete" (14.30) vi terremo aggiornati sulle novità concernenti le manifestazioni ticinesi, svizzere e internazionali concernenti Beethoven, e nella "Recensione" quotidiana delle ore 16 ospiteremo le novità discografiche pubblicate nel corso del 2020.

Su Rete Due ascolteremo avvicendarsi alcuni tra i più importanti conoscitori di Beethoven, per gli approfondimenti sulle sue composizioni: Roberto Corrent ospiterà, in "Arabesque" e in "Reteduecinque", Giorgio Pestelli, Andrea Malvano, Piero Rattalino, Krystian Zimerman, Rudolf Buchbinder. Ancora al pomeriggio verrà data carta bianca ad altri insigni musicologi, che racconteranno il loro personale rapporto con Beethoven e la sua musica: Marcello Sorce Keller, Guido Salvetti, Emilio Sala, Carlo Piccardi, Luca Zoppelli, Marco Capra, Michele Dall'Ongaro, Piero Mioli. Nelle "Intavolature", Olivier Bosia proporrà le sue considerazioni sui canti popolari e la musica militare nelle opere di Beethoven; nel "Ridotto dell'opera", Giorgio Appolonia prenderà in considerazione l'unico melodramma portato a termine da Beethoven, la Leonore poi tramutatasi in Fidelio. Non mancheranno le escursioni, gli sconfinamenti, i curiosi mix di Sergio Albertoni in "Orecchio Furioso".

 
Giuseppe Clericetti
Condividi

Correlati