Bob Dylan

Nelle sue canzoni il fango e la polvere dell'America

di Andrea Rigazzi

Cinquanta e più anni di carriera passati tra una seggiola, un palco, un tour, la contestazione dei duri e puri del folk a Newport, un misterioso incidente in moto, il giusto numero di divorzi e storie travagliate, e poi ancora un palco, una seggiola, un altro palco e via così.

Comprimere la biografia di Bob Dylan, rispolverarne i trofei, ripercorrerne le zone d’ombra, è un esercizio che le pezzature, i minuti e gli spazi a disposizione, non permettono di fare, e forse è meglio così. Perché Dylan, in quanto Dylan, è talmente Dylan che tutti avrebbero qualcosa da dire sul suo conto. E allora c’è chi potrebbe raccontare che sui suoi testi ha imparato l’inglese e chi, invece, potrebbe confessare che sugli stessi, premiati versi ha basato un’intera carriera.

Quella di Bob Dylan è la storia di Robert Allen Zimmerman, un ragazzo di origine ebraica partito da Duluth, Minnesota, alla conquista del mondo, sulle orme di un grande bardo d’America come Woody Guthrie. L’uomo che ne ispirò la carriera di folksinger, l’idolo a cui, quando ormai era in ospedale piegato dalla malattia, Dylan suonava le canzoni.

Dylan non era un trovatello della provincia americana, non era un diseredato nero del blues. Era ed è però un vorace consumatore di musica e letteratura, oltre che un uomo dotato di immaginazione e coraggio artistico. Sono le doti che gli hanno permesso di ricombinare tutti gli elementi assimilati per costruire la sua poetica, i suoi mondi, il suo modo di leggere le cronache e le storie di vita, elevando la figura del musicista folk, fin lì ai margini dei grandi palcoscenici, a icona pop e riferimento culturale.

È così che le canzoni di questo settantacinquenne dall’aria un po’ scorbutica arrivano anche alle orecchie – e al cuore – di chi non è cresciuto negli States, di chi magari non c’era quando uscivano i suoi primi dischi. Ancora oggi, le immagini di un’America rurale, il suo fango e la sua polvere, i nomi, i simboli e le vicende narrate da Zimmie riescono a farci vibrare su argomenti che riguardano tutti: la protesta, la crisi, la guerra, la pace, la politica, la giustizia, il razzismo, la fede, l’amore, la separazione, l’abbandono.

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