Hermann Hesse

Alla confluenza fra Oriente e Occidente

Il 2 luglio 1877 nasceva Hermann Hesse. Dal 1923 cittadino svizzero, visse a Montagnola per un quarantennio, fino al 1962, anno della sua morte. Premio Nobel per la Letteratura nel 1946, è un'icona indiscussa della letteratura del Novecento.

di Mattia Cavadini

Hermann Hesse è stato, per l'intero arco della sua esistenza, un uomo in cerca di se stesso. Lo testimonia non solo la sua opera letteraria, ma anche la sua vita. Crisi identitarie, terapie psicanalitiche, viaggi (al Sud e in India), tre matrimoni: sono queste le spie di un itinerario inquieto alla ricerca di se stesso, cui si aggiunge l’attività artistica (da concepire, essa stessa, come grande viaggio iniziatico ed esistenziale).

La lunga estate di Hesse

La lunga estate di Hesse

Documentario di Werner Weick (Archivi RSI, 1987)

Nato il 2 luglio 1877 a Calw, Hesse trascorre in famiglia gli anni dell’infanzia e della gioventù, decisivi per la sua formazione. Gli altri luoghi che punteggiano il suo viaggio sono Maulbronn, Tubinga e Basilea. Nel 1904, dopo la pubblicazione del romanzo Peter Camenzind (suo primo successo letterario) Hesse sposa Maria Bernoulli e si trasferisce in una fattoria a Gaienhofen, sul Lago di Costanza. Qui, nella solitudine della campagna, nascono i suoi tre figli.

Omaggio a Hermann Hesse

Omaggio a Hermann Hesse

Nel 25esimo dalla morte (Archivi RSI, 1987)

Nel 1911 decide di partire per l’India, paese nel quale i suoi nonni e i suoi genitori sono stati missionari. Il viaggio in India è una delusione, giacché Hesse non vi ritrova l’immagine ideale descritta da suo nonno Hermann Gundert. Ciononostante l'India fornisce ad Hesse l'ambientazione per il libro Siddharta (1922), emblema della sua ricerca spirituale. Una spiritualità volta a celebrare la presenza del trascendente nella realtà di tutti i giorni (“l’invisibile nel visibile”, come direbbe Rilke, coetaneo di Hesse).

Sul successo di Hesse

Sul successo di Hesse

Di Werner Weick (Archivi RSI, 1987)

All'inizio della prima guerra mondiale Hesse è uno dei pochi intellettuali che non si uniscono all'entusiasmo bellico. Dal 1914 al 1918 pubblica in riviste tedesche più di venti articoli critici contro il conflitto armato, impegnandosi anche nella costruzione a Berna di una luogo per il soccorso ai prigionieri di guerra.

Hesse, il lago, l'albero, la via

Hesse, il lago, l'albero, la via

Di Werner Weick (Archivi RSI, 2012)

Nel 1919 Hesse si trasferisce a Montagnola, dove viene travolto dalla vena artistica, non solo di scrittore (a questo periodo risalgono le sue opere più famose: Demian, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro) ma anche di pittore (la pittura nasce in Hesse come terapia contro la depressione, ma acquista sempre più importanza, tanto che larriverà a dipingere oltre 3000 quadri, molti dei quali raffiguranti le bellezze naturali della Collina d’Oro e del Canton Ticino). La vicenda familiare è turbolenta: nel 1923 divorzia dalla prima moglie e sposa Ruth Wenger, cui resta legato brevemente, risposandosi nel 1931 con Ninon Dolbin.

Hesse muore a Montagnola il 9 agosto 1962. Le sue opere conoscono una diffusione internazionale in concomitanza con la guerra in Vietnam, assurgendo a capisaldi del movimento pacifista e diventando libri di culto nel percorso di emancipazione dei giovani di tutto il mondo.

Opera adolescenziale o summa filosofica distillata in testi letterari? Questo è il dilemma che attanaglia la critica da più di 50 anni. Indipendentemente da questo dilemma, su un fatto tutti concordano: le opere di Hesse godono di un successo editoriale unico ed intramontabile, perché sanno collocarsi in modo semplice al confluire di percorsi provenienti da Oriente e da Occidente, fra natura e cultura, Buddha e Goethe.

 

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