I «prostituti» del Mar Rosso

Storie di sesso e sconfitta tra le vie di Hurghada

di Marco Alloni

Chi ha visitato anche solo di sfuggita la località egiziana di Hurghada, sul Mar Rosso, se ne sarà accorto a un primo sguardo: se in altre parti del mondo (pensiamo alla Thailandia) il cosiddetto «turismo sessuale» è ampiamente fondato su una prostituzione femminile (spesso addirittura minorile) qui è viceversa fondato su una prostituzione prevalentemente maschile.

Vale a dire, se altrove la prassi è quella di improbabili accoppiamenti fra anziani signori e ragazzine in via di sviluppo, qui siamo invece al cospetto di vere e proprie «circonvenzioni di attempate» da parte di giovanotti egizi.

Il fenomeno non è naturalmente unico nel suo genere. A quanto si dice, anche a Cuba (per fare solo un nome) diverse donne cercano avventure più o meno a pagamento con baldi ragazzi pronti a soddisfarne i capricci sessuali.

Turismo sessuale femminile
Turismo sessuale femminile Baobab Rete Tre (Archivi RSI, 2012)

Ma a Hurghada, da qualche anno, almeno la parte centrale della città – la Sheraton Road, per intenderci – brulica, non meno delle spiagge pubbliche, di una tale quantità di coppie «anfibie» da non avere probabilmente eguali in nessun'altra parte del mondo. Perché «anfibie»? Perché di norma si tratta di turiste russe più o meno agiate che si accompagnano a ragazzini poco più che adolescenti, suscitando l'impressione che l'unico trait d'union fra loro non sia che la convenienza: sessuale da parte delle ultrassessantenni, monetaria da parte dei giovani prostituti.

A favorire questo incontro tra donne in fregola e ragazzi in ambasce è una paradossale forma di affinità sociale tra le due categorie: la più parte delle «clienti» proviene infatti dalle campagne della Russia profonda – lo stile contadinesco dei loro abiti ne è un segnale – mentre la più parte dei «ragazzi di vita» dalle campagne o dai piccoli villaggi del sud dell'Egitto.

Così ecco che nelle affollate caffetterie di Sheraton Road, e lungo le spiagge pubbliche di Hurghada, accanto a famiglie in vacanza o a coppie straniere o egiziane di tipo tradizionale, proliferano queste coppie anfibie assortite secondo l'inedita massima Dio li fa e la disperazione li accoppia.

Prede facili: turismo sessuale in Thailandia

Prede facili: turismo sessuale in Thailandia

A cura di Loretta Dalpozzo (Archivi RSI, 2010)

Eppure, se osservare il civettare di queste bizzarre creature – che la spietatezza di tre generazioni divide – ha qualcosa di esteticamente sgradevole, dal punto di vista morale è difficile non provare, oltre a un certo disgusto, compassione. Dietro ciascuna di queste coppie si annidano infatti storie tra le più drammatiche. E non è raro che quei coriandoli di felicità che si regalano l'un l'altra non siano infine che il terminale riscatto da una vita fallimentare o priva di sbocchi.

Non solo. Molti di questi giovani «prostituti» – che oltre a fornire le proprie prestazioni sessuali accompagnano le loro «clienti» in grandi sbevazzate alcoliche – vivono un profondo conflitto sia nei confronti della religione – sia essa l'Islam o il cristianesimo – sia nei confronti delle rispettive mogli e famiglie che di norma vengono lasciate al balad – il villaggio d'origine – e campano delle parcelle percepite dai mariti nei letti delle nonnine, sapendo sia della doppia vita dei loro sposi sia del tormento che li accompagna in questa svendita di sé.

Dunque, non tutto è solo denaro – e non tutto solo pingue ansia di godimento – ciò che sottende questo parossistico mercimonio tra Russia rurale ed Egitto meridionale. Come per gran parte della prostituzione, anche in questa «alleanza tra sconfitti» è riconoscibile un dramma esistenziale d'origine. E tale è la commiserazione che suscita da farci soprassedere persino sull'oltraggio estetico che queste coppie ci offrono lungo le strade di Hurghada.

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