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I V-disc

Jazz nel tempo di guerra

Per sollevare i soldati dalle fatiche fisiche e mentali della Seconda Guerra mondiale, l’esercito statunitense ideò uno speciale progetto discografico nel quale coinvolse la gran parte delle star della musica leggera e del jazz allora in attività.

I V-Disc, così chiamati dal nome dell’etichetta discografica che li pubblicava, divennero gradita fonte di svago per le truppe USA impegnate in Europa e altrove. V stava per “Victory”, i Dischi della Vittoria dunque! Dall’inizio della produzione ne furono stampati circa 1000 diversi, ciascuno con mediamente quattro brani. Tutti i generi musicali furono considerati e tra i jazzisti gran parte dei grandi nomi dell’epoca diedero il loro contributo, tra i principali Louis Armstrong, Fats Waller, Art Tatum, Duke Ellington, Count Basie, Jimmy e Tommy Dorsey, Glenn Miller, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Nat King Cole, Hoagy Carmichael, Benny Goodman, Lester Young, Benny Carter, Roy Eldridge, Dizzy Gillespie.

L’era dei V-Disc comportò, tra l’altro, l’avvento del vinile, un nuovo materiale che sostituì la gommalacca, troppo fragile per sopportare il lungo trasporto e soprattutto diventata introvabile a causa dell’invasione giapponese dell’Indocina, principale zona di produzione della preziosa resina. Curioso anche ricordare che la AFM, la Federazione americana dei musicisti, acconsentì al progetto a condizione che per nessun motivo i dischi sarebbero stati usati a fini commerciali e che, a fine conflitto, sarebbero stati interamente distrutti assieme alle matrici originali, ciò che puntualmente avvenne. La conoscenza di questo enorme patrimonio della musica americana la dobbiamo a numerosi civili e dirigenti militari illuminati, che evitarono lo scempio conservando illegalmente le copie in loro possesso. Così la Biblioteca del Congresso Americano ha potuto recuperare una serie completa di V-Disc che costituiscono un’importante testimonianza della storia della musica registrata negli USA.

Maurizio Franco
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