I libri di Oz

In un solo volume l'intero ciclo del mago di Baum

di Paolo Taggi

Il colore dell'anno nel design e nella moda è una particolare sfumatura di verde, con riflessi smeraldo. Sarà un caso, ma è il colore del Fantastico Mondo di Oz. Un mondo in cui le maiuscole iniziali si sprecano, come gli incantesimi, i superlativi, le trasformazioni e le magie. Dei suoi cinquecentomila abitanti, cinquantasettemilatrecentodiciotto vivono negli splendidi palazzi di marmo della capitale, la Città di Smeraldo.

Lì violenza e miseria non esistono: non ci si ammala e non si muore. Ogni identità è di passaggio, in attesa della successiva metamorfosi. Se il sortilegio è malvagio, c'è (quasi) sempre un antidoto per ritornare all'attimo precedente.

Chi siamo, davvero, dentro di noi? Se lo deve aver chiesto tante volta Frank Baum, l'inventore della Saga di Oz. Lui è stato sempre tante persone insieme: fondatore di giornali destinati al naufragio; venditore ambulante; inventore della razza di polli Amburgo; produttore di spettacoli d'avanguardia e scrittore con molti eteronimi. Oz è stato per Baum il rifugio e il trampolino, l'isola del tesoro e la prigione letteraria. Il crescente successo dei racconti ambientati in quel mondo troppo ricco di invenzioni non gli è bastato a bilanciare le conseguenze materiali del fallimento dei suoi sogni.

In Oz c'è il suo mondo, trasformato in quello che avrebbe voluto che fosse: ha vissuto in Kansas, come Doroty, il cui nome è un omaggio alla nipotina, morta prematuramente. Lo Scarasaggio, uno dei più fantastici personaggi minori, è il nome che ha dato di getto a un insetto sconosciuto, quando la domanda di una bambina lo ha sorpreso. La gallina gialla parlante, che finisce su un'isola insieme a Doroty travolta dall'ennesima tempesta è probabilmente un ricordo del Baum avicultore.

In tutto, il multiforme autore ha scritto 14 libri in prima persona, sul mondo di Oz. Einaudi li ha pubblicati in lingua italiana tutti insieme solo ora, nella prestigiosa collana I Millenni, con traduzione e cura di Chiara Lagani, illustrati da Mara Cerri. Un' Opera/mondo totale, dove tra continue magie bianche e nere spesso la parola definitiva la scrivono le coincidenze.

I personaggi

Per abitare con naturalezza in luoghi fantastici, bisogna essere personaggi straordinari. Nei 14 libri di Oz scritti da Baum ne appaiono così tanti che l'autore stesso sembra dimenticarne qualcuno, come l'Anatra Desolata, che ha piume splendide ed è condannata a una vita eterna senza amici e appare solo una volta, ne La magia di Oz. C'è Erma, incantevole regina della Luce, con le sue splendide figlie: la "radiosa" Lucedisole, la "ritrosa" Lucedistella, la "sognante" Lucediluna, la brillante Lucedelgiorno, Lucedifuoco ed Elettra, la più bella, che tutti ammirano e invidiano. C'è l'Orso lavanda; Glinda, la maga buona che ha più di cent'anni e appare sempre bambina; ci sono gli abitanti di Su, che non scendono mai dalla vetta del Monte Divoro perché ha pareti troppo ripide. Ci sono i Voltafaccia, snodati come bambole reversibili, creature ostili e spaventose con il volto a due lati, uno bianco e uno nero, e capelli gialli da una parte e porpora dall'altra. Quando si staccano la testa la usano come proiettile. C'è l'Asino Saggio, dispensatore di consigli, che si è fatto una cultura divorando i libri della Biblioteca in cui è rimasto intrappolato. C'è il venditore di Sventolii Assortiti per bandiere e stendardi e Fruscii di qualità superiore per abiti da sera femminili. C'è Prigionella, la secondina che cucina banchetti succulenti per l'unico, transitorio prigioniero di Oz, e gli legge una favola. C'è Policroma, la delicata figlia dell'arcobaleno: ogni tanto scivola lungo l'arco paterno, e regolarmente il padre le fa da ponte per ritornare a casa.

Ci sono I fibrillanti, che prevedono calamità inesistenti e gli Incantevoli Cantori Rodicanto (quartetto musicale di conigli con la divisa di seta) che interpretano filastrocche in rima sulla vita della propria specie incantata (La città di smeraldo di Oz). C'è anche Babbo Natale. Vive nella foresta di Burzi ed appare come invitato d'onore al Compleanno di Ozma ne La strada per Oz. Con il vestito rosso e bianco, esattamente come era già apparso in una cartolina russa dei primi del '900 (non è stata quindi la Coca Cola ad inventarne l'immagine attuale: un'acqua minerale prima e un ginger ale poi l'avevano preceduta nel settore del drink).

Ci sono personaggi costruiti per ambizione o per procurarsi compagnia, come la Ragazza Patchwork che Margolette si è creata direttamente da una sua coperta; e poi ci sono i

personaggi trasformati, che da oggetto diventano vivi, come il cavalletto vivente in attesa di ritornare se stesso; e i personaggi combinati, come gli Elicani, uccelli dalla coda ad elica e il Cervolante, formato da due divani come corpo, quattro foglie di palma come ali, una scopa per coda e una testa di cui si vergogna. Verrà smembrato su sua richiesta, e la testa continuerà a parlare sopra il caminetto dell'atrio del Palazzo Reale di Oz, in un crescendo di duplicazioni identitarie ("Allora sei Me...O io sono Te... oppure qual è la relazione tra noi due?")

Gli attrezzi magici

Sono gli attrezzi magici a consentire un tourbillon di magie, miraggi ed incantesimi.Basta una parola, a volte per cambiare il destino di una Guerra. E un semplice scroscio di pioggia per mandare in frantumi castelli di sogni. Nei racconti di Oz si trovano il Liquido della Pietrificazione del mago Obliquo; il Libro della Storia di Glinda, in cui tutte le vicende umane si scrivono contemporaneamente al loro verificarsi nel mondo; le pillole dell'Elocuzione: basta inghiottirne una per recitare intere poesie; il Quadro Magico con cui la giovanissima regina subentrata al Mago di Oz, Ozma, e controlla tutto quello che avviene fuori dal suo mondo ideale. Ci sono la cintura magica e il magnete d'amore.

Tranne nell'ultimo libro, dove prevale il pessimismo, tutte le Guerre sono solo un pretesto, generato dall'invidia della felicità altrui. Per i malvagi l'idea che possa esistere un mondo ideale è insopportabile. Il Perfido Re Niomo convince i Fantasmi a scendere in guerra al suo fianco con il miraggio di "rendere infelice chi è felice". Sono guerre che si combattono per noia o distrazione, e spesso finiscono prima di cominciare, magari con un intero esercito diventato prigioniero del suo stesso sogno.

Grazie agli attrezzi magici la regina Ozma può proteggere Doroty senza farsi notare: ecco perché quando ha fame trova cestini di merende sotto gli alberi; quando vola via c'è sempre un appiglio a salvarla e se deve aprire una porta sbarrata trova per caso la chiave giusta.

Nei racconti di Oz la sospensione dell'incredulità è una modulazione di frequenza. Una volta trovata, niente è impossibile. Ci sono alberi di pagnotte, gelati, sveglie, orologi, uova, formaggi, prosciutti, lucchetti, cassate, bottoni. Anche i libri crescono sugli alberi, contenuti in gusci rossi, che diventano verdi una volta maturi. Se le apri prima che sia il momento, le storie sono incomprensibili. Una volta che li hai lette, le parole svaniscono e restano solo dentro di te. Il sentimento è ovunque, come nella canzone di un re, "che supera persino la poesia".

La modernità

Era Oz, cent'anni fa, e allo stesso tempo è il mondo che ci circonda oggi. Si possono leggere i libri di Baum come favole ingenue o come una geniale anticipazione delle autoillusioni del mondo contemporaneo: dove, nelle intenzioni del marketing, tutto è magico, il mostruoso può sempre diventare meraviglioso, il tempo e le distanze sono variabili soggettive.

Tutti stanno da qualche parte. Io no, dice il piccolo Botton di Luce, che si perde continuamente e infatti riapparirà anche in libri fuori dalla Saga. Vale per tutti i personaggi di Oz. Impiegano giorni a percorrere pochi metri e un secondo per passare da una dimensione all'altra, anche dentro se stessi.

Nei Libri di Oz c'è il pre-sentimento di un sentimento recente come la nostalgia del presente. Doroty coltiva il rimpianto del ritorno solo perché non sa come rendere reale per chi ama (gli zii Em e Henry) l'altrove che per caso ha scoperto. Una volta che loro sono lì con lei, grazie a una magia, svanirà l'idea del ritornare. C'è chi ha letto nell'Università dell'Arte e della Perfezione Atletica un'anticipazione dell'Enfield Tennis Academy di Infinite Jest di Wallace; la ragazza Patchwork mi ha fatto venire in mente le tante persone che raccontano in Rete di sentirsi Blob, puzzle incompiuti.

A dispetto dell'esistenza del Laghetto della verità, ad Oz niente è come sembra - è lo slogan di tanti format televisivi. Tra terre che ruotano o saltellano e montagne come Giostre Carousel, un re in incognito dà ordini invisibili attraverso il suono di una banda, così risultano quasi gradevoli. Come gli uomini politici del Terzo Millennio.

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