Il dramma dell'infibulazione

6 febbraio: giornata mondiale contro le MGF

Cosa sono le MGF

Le mutilazioni genitali femminili sono di quattro tipi e vanno dall’asportazione del tessuto che protegge la clitoride, detta circoncisione femminile, fino all’infibulazione vera e propria, in cui l’orifizio vaginale viene suturato lasciando solo una piccola apertura per l’urina e il flusso mestruale. Si tratta di una pratica arcaica che produce gravi danni alla salute fisica e psichica delle donne, esponendole anche la rischio di emorragie e morte (rischio che si attesta attorno al 10%).  Le MGF vengono spesso indicate erroneamente come una pratica islamica. In realtà si tratta di un retaggio di una cultura millenaria e preislamica. Queste tremende mutilazioni vengono effettuate su donne di varia età. Per esempio, presso gli Ebrei Falascià in Etiopia e i nomadi del Sudan vengono sottoposte a queste pratiche le neonate di pochi giorni di vita. In Egitto e in Africa centrale si attua sulle bambine di circa sette anni. In altri Paesi africani la mutilazione si compie su ragazze in età adolescenziale, mentre in Nigeria le MGF si praticano prima del matrimonio. Le MGF sono vietate e punibili in tutti i Paesi occidentali, e in sempre più Paesi africani. Questa barbarie è invece praticata ancora in una trentina di nazioni nell'Africa subsahariana, ma anche in Medio Oriente e in Asia. Numerosi sono, inoltre, i casi all’interno di comunità di immigrati in Europa, America del Nord, Australia e Nuova Zelanda.

La situazione in Svizzera

Mutilazioni genitali

Mutilazioni genitali

TG 20 di lunedì 10.07.2017

Stando alle stime della Confederazione (luglio 2017), in Svizzera sono circa 15000 le ragazze e le donne che hanno subito una mutilazione genitale. Negli ultimi 20 anni il numero di casi è quasi triplicato. Le ragioni di questo aumento si devono al massiccio arrivo di richiedenti asilo provenienti dall'Eritrea e dalla Somalia, paesi in cui il tasso di donne che hanno subito l'infibulazione oscilla tra il 90 e il 100%.

In Svizzera l’infibulazione, praticata su bambine o adolescenti presso le comunità africane o asiatiche, è vietata e perseguibile d’ufficio anche se eseguita all’estero e prevede pene detentive fino a 10 anni per gli autori delle mutilazioni e per i genitori della vittima. Questo dal 2012, allorché fu introdotto l’articolo 124 del Codice penale.

Nonostante l’alto numero di casi stimato dall’Ufficio federale della Sanità, nessuna denuncia è stata finora avanzata. Alcuni casi erano emersi prima dell’entrata in vigore dell’articolo 124 del codice penale, ma i responsabili vennero indagati per il reato di lesioni gravi. Tra le figure che possono segnalare il reato sono comprese tutte le persone che vengono a conoscenza dell’escissione.

Sulla pratica, lacerante e perseguibile delle MGF, è attiva in Svizzera una piattaforma - creata per iniziativa di Caritas Svizzera, Terre des Femmes Svizzera, Salute sessuale Svizzera e Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) - che ha lo scopo di sensibilizzare le potenziali vittime.    

red.
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