Da sinistra: Edmund Zacharias, Mathe Altery, Jean Bertola, Carline e Jacques Brel al Théâtre des Champs-Élysées, 1957
Da sinistra: Edmund Zacharias, Mathe Altery, Jean Bertola, Carline e Jacques Brel al Théâtre des Champs-Élysées, 1957 (Keystone)

Il jazz in Francia nel Dopoguerra

Un desiderio di rinascita e di rinnovamento

di Marcello Lorrai

Parigi, nel clima effervescente degli anni dopo la Liberazione. È il day after di immani tragedie: la guerra appena terminata, l’Europa in macerie, l’orrore della scoperta dei forni crematori nazisti… Ma tra le vie e nei caffè di Saint-Germain-des-Prés si respira un clima nuovo, un desiderio di rinascita e di rinnovamento, una voglia di riappropriarsi della capitale, quasi purificata dopo la souillure allemande e collaborazionista. La città sembra voler ritornare alla sua vocazione naturale, esplode la gioia di ricominciare a vedersi, di incontrarsi, di stare insieme, di andare a teatro e di ascoltare musica. Una ventata di creatività investe la nuova generazione.

I lunghi anni della guerra e dell’occupazione avevano abituato alla razionalità, all'ordine, alla precisione: i giovani esistenzialisti mandano all'aria queste abitudini e propongono un universo radicalmente differente, pieno di follia e di poesia, di disordine e di sorprese. I giovani philosophes vogliono contare, giudicare la storia, dire “parole sporche”, comunicare il senso di un profondo disagio esistenziale. Non si tratta di assolvere, né di condannare, ma di capire: l'assurdo, la nausea, l'angoscia e la libertà, a cui, diceva Sartre, siamo condannati. Di confrontarsi con le passioni più vere: l'amore, la follia della vita, la filosofia come esperienza quotidiana. E, naturalmente, la musica jazz, che diviene la colonna sonora del tempo.

Saint-Germain e la Rive Gauche, con i suoi protagonisti: Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Albert Camus, Jacques Prévert. E ancora Juliette Gréco, Ferré, Brel e soprattutto Boris Vian, scrittore, poeta e pure trombettista che diventa capofila del movimento jazz parigino. Quelle ineffabili atmosfere e quegli straordinari musicisti che animavano le fumose caves di Saint-Germain saranno evocati in questa serie di “Birdland”, con la sapiente guida di Marcello Lorrai.

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