Il porno in rivolta

L'epopea di Tōru Muranishi secondo Netflix

Se da un lato la piattaforma di Netflix propone opere seriali il cui livello è spesso costretto da formati usuranti, schiavizzati dalla logica strutturale di un videogioco il cui obbiettivo è quello di rendere dipendenti, dall'altro la colossale società californiana ha il merito, a volte, di offrire storie curiose, narrate da un particolare punto di vista. È il caso, ad esempio, della riuscita Midnight Dinner: Tokyo Stories, tratta dell'omonimo manga di Yarō Abe e diretta da Joji Matsuoka, oppure, sempre per restare in Giappone, di Il regista nudo di Masaharu Take.

Concepita come un Boogie Nights a puntate a partire dal libro biografico di Nobuhiro Motohashi, quest'ultima racconta in toni romanzeschi (non sappiamo, quindi, se aderenti alla realtà) l'epopea di Tōru Muranishi, leggendario produttore e regista di pellicole a luci rosse nella società nipponica degli anni Ottanta; misconosciuto alle nostre latitudini, da alcuni suoi connazionali Muranishi è considerato alla stregua di un mito: con la sua ascesa nel settore sconvolse infatti i canoni del cinema pornografico e, più in generale, dell'industria dell'erotismo, realizzando film che lo vedevano attore-cameraman e in cui tutti gli amplessi erano reali (pratica allora considerata illegale).

Figlio di un reduce ubriacone e una madre maltrattata, nel serial Muranishi – ottimamente interpretato da Takayuki Yamada – è un impacciato venditore di enciclopedie che si divide fra un lavoro frustrante e una vita coniugale dimessa. Reputato incapace dai suoi superiori, viene affiancato da un esperto del mestiere che lo addestra nell'arte della vendita, ma proprio quando le cose sembrano funzionare la sua vita va a rotoli: mentre la società per cui lavora ha un tracollo, rincasando scopre che la moglie lo tradisce. In risposta alle sue accuse, la donna gli rinfaccia di non averla mai saputa soddisfare. 

Umiliato, Muranishi è senza lavoro e famiglia, ma grazie all'amico Toshi (Shinnosuke Mitsushima) una sera entra in contatto con un mondo sconosciuto. Pesce piccolo della malavita, questi lo conduce in un alberghetto a ore dove è possibile spiare gli avventori durante le copule clandestine e registrarne i gemiti. Con la distribuzione di quei nastri Toshi ha un discreto mercato. Muranishi è come colto da un'illuminazione. Sa ciò che deve fare: nel Giappone moralista del suo tempo si consacrerà alla vendita del desiderio sessuale.

Passando dalla diffusione delle audiocassette a quella delle riviste, quasi volesse penetrare (e dominare) il mistero del piacere, grazie alle sue abilità di venditore Muranishi dà vita a un insieme di librerie che opera fra il consentito e l'illecito. Ma presto la sua attività desta l'attenzione dell'imperatore del ramo, il magnate della casa di produzione Poseidon, che grazie ai suoi legami con la polizia e la yakuza gli mette i bastoni fra le ruote. Così, fra fughe e arresti, il nostro eroe si ritrova ad affrontare i suoi primi guai con la giustizia.

Ciononostante niente sembra fermarlo. Scontata la pena, senza traccheggiare fonda con l'amico la propria casa di produzione di film per adulti – la Sapphire – col preciso intento di realizzare «capolavori» in cui il sesso sia reale e non posticcio. È qui che appaiono gli altri protagonisti della  sua turbolenta vita: l'attrice-star Megumi Sahara/Kaoru Kuroki (interpretata da Misato Morita) e la grottesca banda di attori, truccatrici e tecnici di cui è composta la sua troupe.

A questo punto qualcuno si chiederà cosa c'è di interessante nella vita di un pornografo. Ma la risposta non sta nella fedele biografia (che comunque viene voglia di conoscere) quanto nel taglio dato al racconto. Il protagonista non ci appare come un mero ideatore di "filmacci", ma come un artista ossessionato dall'idea del vero. Con la sua missione il «regista nudo» vuole mostrare il sesso per ciò che è, eliminando infingimenti e orpelli. In guerra con l'ipocrisia del suo contesto sociale, Muranishi si presenta come un creatore che impone una rivoluzione etica ed estetica.

Occorrerebbero più elementi di quanti ne dispone il sottoscritto per sapere se il Muranishi vivente – oggi settantenne, ma ancora in attività – corrisponde all'immagine che ne dà Masaharu Take. Ciò detto, Il regista nudo è un opera seriale che affascina in virtù del suo singolare ritratto di «uomo in rivolta».

Daniele Bernardi
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