Rivoluzione francese, Battaglia di Zurigo.
Rivoluzione francese, Battaglia di Zurigo. (iStock)

Le battaglie di Zurigo e le guerre di Coalizione

La Svizzera al centro dei conflitti bellici europei

Durante la seconda guerra di Coalizione, avvennero una serie di conflitti che interessarono la Svizzera in diversi modi, tra le monarchie europee alleate e la Francia rivoluzionaria e napoleonica; in particolare furono due le battaglie che ebbero luogo nel 1799 e che videro schierarsi da una parte le truppe francesi e dall’altra quelle austro-russe nei pressi dell’odierna capitale economica svizzera, motivo per cui si parla propriamente di battaglie di Zurigo.

Il contesto: le guerre di Coalizione
Si tratta complessivamente di sei conflitti che rientrano sotto la dicitura di “guerre di Coalizione”, con un’estensione temporale che parte dal 1792 e termina nel 1815 quando, durante il congresso di Vienna, venne siglata la seconda pace di Parigi grazie alla quale le potenze europee riconobbero la neutralità perpetua della Confederazione elvetica.

Nel contesto delle battaglie di Zurigo è, tuttavia, importante soffermarsi in modo particolare sulle prime due guerre di Coalizione.
La prima guerra di Coalizione durò cinque anni (1792-97) e si sviluppò tra la Germania meridionale e l'Italia settentrionale, dunque ai margini della neutrale Confederazione elvetica che offrì una copertura ai fianchi degli eserciti in guerra, senza essere coinvolta in alcuna azione militare. Rilevante per quel che attiene la Svizzera è che, durante quegli anni, una Dieta straordinaria estese la neutralità anche a Ginevra, Neuchâtel e alla parte meridionale del principato vescovile di Basilea e, sulla base del Defensionale di Baden, organizzò con contingenti confederati la protezione della città di Basilea che si trovava im modo particolare sotto pressione. Ad esempio, tra la fine del 1796 e l'inizio del 1797, durante le battaglie fra l'Austria e la Francia per la testa di ponte di Huningue, la città sul Reno fu più volte minacciata di veder violata la sua neutralità per mano di entrambe le parti in guerra. Per quanto riguarda poi il Ticino, nel maggio del 1796 dopo la conquista della Lombardia da parte di Napoleone, corse il pericolo di essere escluso dai rifornimenti di cereali e così, nel febbraio dell’anno successivo, si decise di proteggere il confine reclutando truppe nei baliaggi italiani. Sempre durante la prima guerra di Coalizione si ricorda anche la pace di Campoformio (1797) tra Francia e Austria, che isolò a livello di politica estera i 13 Cantoni confederati e i loro Paesi alleati, conducendoli all'inclusione nella sfera egemonica francese. A metà dicembre di quello stesso anno, la Francia si annetté la parte meridionale del principato vescovile di Basilea e due anni dopo, il 4 gennaio 1798, il Paese alleato di Mulhouse -colpito sin dal 1790 da un blocco doganale- capitolò definitivamente. All'inizio di marzo ci fu l’Invasione francese e la Svizzera fu inglobata dall’Esagono come Repubblica elvetica. Quale risposta, su richiesta della fazione aristocratico-conservatrice, a metà ottobre 1798 dei battaglioni austriaci occuparono i Grigioni, inasprendo le tensioni tra Francia e Austria. Così, nell'inverno tra il 1798 e il 1799, entrambe le grandi potenze concentrarono ingenti forze militari nella Germania meridionale e nell'Italia settentrionale e, di rimando, i valichi alpini acquisirono una notevole importanza strategica.

Con questi presupposti, la Svizzera divenne dunque teatro di azioni militari lungo il corso della seconda guerra di Coalizione, che la storiografia indica tra il 1799 e il 1801. Gli antecedenti si videro già nell’agosto del 1798, quando la Confederazione fu costretta a concludere un'alleanza offensiva e difensiva (Alleanze) con la Francia: l'armata francese d'Elvezia, comandata dal generale André Masséna, conquistò così i Grigioni nel marzo del 1799, assicurando il collegamento tra le armate d'Italia e quelle del Danubio. Tuttavia, a seguito di una sconfitta e di altri scontri nell’Italia settentrionale, i successi francesi furono vanificati e nella Repubblica elvetica nacque un importante movimento di rivolta. Le armate austriache intervennero nella Svizzera orientale e nei Grigioni, facendo retrocedere la Francia verso Zurigo, dove appunto ebbero luogo le battaglie omonime.

Renault - André Masséna, duca di Rivoli, principe di Essling, marechallo di Francia (1756-1817).
Renault - André Masséna, duca di Rivoli, principe di Essling, marechallo di Francia (1756-1817). (Wikipedia)

La prima battaglia di Zurigo
Nell’ambito, dunque, della seconda guerra di Coalizione, si accese la prima battaglia di Zurigo combattuta dal 4 al 7 giugno 1799. Quando le truppe austriache penetrarono in Svizzera, da nord sotto l'arciduca Carlo e da est sotto il feldmaresciallo Johann Konrad Hotz, le divisioni franco-elvetiche composte da circa ventiduemila uomini e guidate da André Masséna, si ritirarono sulla sponda sinistra della Limmat lungo una linea difensiva tra il canale della Linth, il lago di Zurigo, la Limmat, l'Aar e il Reno. Uno sforzo vano quando, tra il 2 e il 4 giugno 1799, la testa di ponte francese presso Zurigo fu attaccata da tutti i lati e Masséna decise di evacuare la città per poi cederla agli Austriaci.

A seguito di questo fatto, per circa tre mesi, i due eserciti si osservarono reciprocamente a ovest di Zurigo; Masséna approfittò degli avvicendamenti nelle truppe di coalizione per riconquistare il Gottardo e il canton Glarona, mentre tra il 16 e il 17 agosto a Döttingen, i Francesi respinsero un attacco congiunto dell'arciduca Carlo e del generale russo Aleksandr Korsakov. A questo proposito, il 28 agosto gli Austriaci lasciarono ai Russi (con circa ventimila uomini) le postazioni tra Rapperswil e Koblenz e il feldmaresciallo Hotze riprese, con grossomodo trentamila uomini, la linea difensiva sulla Limmat e nei Grigioni.

La seconda battaglia di Zurigo

Seconda battaglia di Zurigo, 25 settembre 1799 (François Bouchot)
Seconda battaglia di Zurigo, 25 settembre 1799 (François Bouchot) (Wikipedia)

Questo secondo scontro ebbe luogo tra il 25 e il 27 settembre 1799, vedendo contrapposte sempre l'Armée du Danube francese agli ordini del generale Andrea Masséna e le forze austro-russe dei generali Aleksandr Korsakov (assistente di Aleksandr Suvorov) e Friedrich von Hotze. Una battaglia che ebbe grande importanza per l'esito della campagna di Svizzera e che segnò una svolta della guerra a favore della Francia rivoluzionaria. La coalizione pianificò per il 26 settembre un attacco coordinato contro i Francesi, impedito però dal ritardo accumulato dalla seconda armata russa di Suvorov in Ticino e sul Gottardo. I Francesi sferrarono, invece, un attacco il giorno prima, a Schänis sul canale della Linth, così come a Dietikon sulla Limmat; in queste due località gli Austriaci e i Russi furono chiaramente sconfitti e Korsakov dovette ritirarsi fino al lago di Costanza. Il 15 ottobre, le ultime truppe di coalizione lasciarono la Svizzera, che ritornò così interamente sotto il controllo del governo dell'Elvetica francese. La battaglia si concluse il 27 settembre, con la Francia che si salvò da un'imminente invasione poiché la Russia si ritirò; d’altro canto, la Repubblica Elvetica venne indebolita e perse la fiducia della sua popolazione, avviandosi all'Atto di Mediazione del 1803, che restaurò parzialmente le condizioni prerivoluzionarie.

Evoluzione
Nei mesi successivi alla seconda battaglia di Zurigo, due generali francesi in particolare si distinsero: il generale Lecourbe -il quale il primo di maggio del 1800 attraversò il Reno- e il generale Moreau, occupando Sciaffusa il giorno successivo. Verso la fine dello stesso mese, iniziò anche la riconquista del Ticino, mentre con la tregua di Parsdorf (in Baviera), i Grigioni furono divisi in una zona francese, una zona neutrale e una austriaca. La Repubblica elvetica svolse un ruolo importante in questa fase della guerra, soprattutto come territorio di passaggio e, di conseguenza, fu soggetta a requisizioni.

L'importanza strategica della Svizzera diminuì con la pace di Lunéville , siglata il 9 febbraio del 1801 e l’anno successivo, in luglio, i Francesi si ritirarono, cosicché di rimando scoppiò una rivolta federalista generale, detta guerra dei Bastoni, specialmente nei cantoni che erano stati in precedenza retti a Landsgemeinde, ma anche a Zurigo, in parti dell'ex cantone elvetico di Baden, in altre zone dell'Argovia e a Berna (dunque nella Repubblica elvetica); nell’ottobre di quell’anno le truppe francesi marciarono nuovamente sulla Svizzera, antefatto che spinse poi l'Inghilterra a dichiarare guerra alla Francia due anni più tardi, il 18 maggio del 1803.

Elizabeth Camozzi
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