Parco Nazionale svizzero

La più antica e rigorosa riserva naturale d’Europa

Il Parco Nazionale svizzero dei Grigioni (la cui nascita risale al 1° agosto 1914) è la più antica e la più rigorosa riserva naturale d’Europa, un paradiso per le piante e gli animali, dove la natura si sviluppa esclusivamente secondo le propri leggi, a di là di qualsiasi intervento dell’uomo. Il Parco nazionale ha una superficie di 170 km quadrati ed è anche un prezioso luogo di ricerca scientifica, una sorta di laboratorio all’aperto in cui scienziati di varie discipline possono studiare lo sviluppo delle specie e i cambiamenti di lunga durata dei fenomeni naturali.

La RSI ha dedicato al Parco Nazionale una programma speciale, che permette ai telespettatori di conoscere la riserva nei suoi aspetti storici oltre che naturalistici e di vedere gli animali del parco come non si sono mai visti. Lo speciale è composto da un documentario in due parti – realizzato dall’equipe della trasmissione di SRF “Netz Natur”, guidata da Andreas Moser – e da una serie di filmati realizzati con delle “wild cams: delle “videotrappole” che permettono di filmare ininterrottamente luoghi significativi del parco e di riprendere la vita degli animali così come si svolge al riparo dagli sguardi umani.

Possiamo così sorprendere gli animali in quella che potremmo definire la loro “intimità”: vediamo i cerbiatti giocare in una pozza d’acqua, le marmotte scambiarsi gesti di complicità, le formiche organizzare la loro vita sociale. E’ come assistere, dalla poltrona di casa, a momenti segreti della vita animale e osservare in tempo reale lo svolgersi di riti e comportamenti delle varie specie.

Le marmotte

Una “videotrappola”  è stata posta in una radura dove vive una famiglia di marmotte. Le vediamo prendere il  sole, sbadigliare, stiracchiarsi e scopriamo la loro pigrizia. Una seconda camera mostra una visione d’insieme della collina con la tana e ci permette di vedere come, durante le  loro attività, le marmotte siano costantemente vigili e pronte a dare l’allarme se un pericolo si profila all’orizzonte.   

La pozzanghera dei cervi

Numerose “video trappole” sono in funzione nei pressi di una pozzanghera. L’abbeveratoio diventa anche vasca da bagno, l’occasione per delle fangature e un meraviglioso parco giochi. Insomma, un vero e proprio centro benessere per cervi e cerbiatti. Le “video trappole”, poste spesso a distanza di contatto,  registrano immagini e suoni che appartengono alla vita intima e sconosciuta di questi ungulati. I cervi si mostrano per quello che veramente sono, animali dotati di una personalità e di un carattere che esprimono pienamente quando si sentono al riparo dagli sguardi dell’essere umano.

Il formicaio

L’osservazione delle sequenze registrate su di un formicaio domandano attenzione. Una moltitudine di esserini si affannano in tutte le direzioni per trasportare il materiale da costruzione e il cibo per la colonia di formiche. Con sforzi da titano questi minuscoli corpicini indirizzano aghi di conifere, legnetti, bruchi e cavallette verso la loro destinazione finale: le strutture del nido e le camere riservate all’accumulo delle scorte alimentari. A prima vista sembra un viavai casuale, ma osservandole a lungo si intuisce un disegno, un ordine generale, sorprendente, che regna sul formicaio. Tanti piccoli gesti, eseguiti da tantissimi piccoli insetti concorrono al raggiungimento degli obiettivi principali della colonia: nutrire gli abitanti, proteggerli con un’adeguata struttura e difenderli dagli intrusi.

La grotta

In questa postazione sono state collocate numerose “video trappole”, attive dall’interno e negli immediati paraggi di una cavità che si apre in uno strato di roccia dolomitica su di un ripido pendio, situato a oltre 2'500 metri. Le immagini ci mostrano numerosi animali che la frequentano quali, per esempio,  cervi e camosci con i rispettivi piccoli. L’antro roccioso regala un po’ di frescura e riparo a questi grossi mammiferi durante le calde giornate estive. È la notte però  che ci offre la sequenza filmata più sorprendente. Grazie all’illuminazione a raggi infrarossi di cui sono dotate queste particolari telecamere che ci fa vedere l’ambiente e i suoi abitanti in bianco e nero, scopriamo un quercino che si è avventurato fin quassù. Il topolino appartenente alla famiglia dei ghiri si riconosce grazie ai suoi grossi occhi sporgenti che grazie agli infrarossi si illuminano nella notte della caverna. Scopriamo che il quercino è indaffarato nella costruzione del nido e lo sorprendiamo mentre trasporta il materiale necessario.

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