Ogni volta che si torna ad aprire un fumetto di Andrea Pazienza si ha la sensazione di entrare in una stanza dove qualcuno ha appena finito di lavorare. L’odore del pennarello sembra ancora nell’aria, la sedia resta spostata di lato, il foglio non è del tutto asciutto. È una presenza che non si è mai accomodata nel passato.
A 70 anni dalla nascita, il tratto di Pazienza non concede preparazione. Arriva con la stessa immediatezza con cui arriva la vita quando non avvisa. Linee che paiono gettate di colpo e invece sostengono tutto. Nessuna costruzione, nessuna posa. Un gesto che nasce e si compie senza esitazioni. Colpisce ancora oggi la naturalezza con cui riusciva a far convivere precisione e disordine, senza che tra le due cose si percepisse una soglia.
Paz, il riconosciuto Caravaggio - episodio 1
RSI Paz 16.02.2024, 07:15
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Zanardi è un incontro che molti hanno fatto da ragazzi, spesso in estati in cui non succedeva nulla. La prima reazione è quasi sempre un fastidio difficile da nominare. Non è chiaro se si tratti di un fumetto o di un avvertimento. Quel tipo di adolescenza non appartiene a tutti, ma tutti la riconoscono. Una freddezza che non chiede spiegazioni. Una violenza che non cerca giustificazioni. Un’Italia che non vuole guardarsi allo specchio, e Pazienza glielo mette davanti senza dire una parola.
Paz e l’adolescenza tra i tre santi - episodio 2
RSI Paz 16.02.2024, 07:14
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Pompeo arriva più tardi, quando certe fragilità hanno già un nome. Si legge in silenzio, come si leggono le cose che non si possono commentare. Nessuna pietà, nessuna distanza. Un uomo che scivola e registra ogni centimetro della caduta. Uno dei pochi libri che non cercano di salvare nessuno. Pazienza non consola. Mostra.
Paz nella Bologna dai fianchi un po’ molli - episodio 3
RSI Paz 16.02.2024, 07:13
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Sorprende sempre la quantità di vita che abita le sue pagine. Non vita raccontata: vita che pulsa. Anche un volto tracciato in due segni, anche una vignetta nata in fretta conserva un’energia che non si spegne. Non c’è mai l’idea di un lavoro concluso. C’è un movimento che continua, come se il disegno fosse un passaggio e non un arrivo.
Paz in fuga dalla turbolenta Bologna - episodio 4
RSI Paz 16.02.2024, 07:12
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La sua produzione è immensa, ma non dà l’impressione dell’accumulo. Somiglia a un diario scritto senza la pretesa di essere letto. Fogli che nascono perché devono nascere. È questo che lo mantiene vicino: nessuna distanza tra l’autore e ciò che fa. Nessun filtro. Nessuna posa. Solo un uomo che disegna perché non può farne a meno.
Paz esule tra le colline senesi - episodio 5
RSI Paz 16.02.2024, 07:11
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Ricordare Pazienza non significa celebrarlo. Significa riconoscere che non è diventato un autore “storico”. Non si è mai sistemato in una categoria. Rimane irregolare, vivo, difficile da maneggiare. Le sue tavole non chiedono interpretazioni. Chiedono presenza. Chiedono di essere guardate senza difese. La sua morte, arrivata troppo presto, per overdose, non ha chiuso nulla. Ha lasciato una scia che continua a muoversi.
Ogni volta che lo si rilegge, si avverte che è ancora lì, da qualche parte, con la matita che corre più veloce del tempo che aveva. Perché Pazienza non è mai davvero uscito dalla stanza.




