OSI al LAC - 12 aprile 2018

Markus Poschner - Patricia Kopatchinskaja

GIOVEDÌ 12 APRILE 2018
ORE 20.30 - in diretta su Rete Due

 

Orchestra della Svizzera italiana

Direttore
Markus Poschner

Solista
Patricia Kopatchinskaja violino


 

Piotr Il’ič Čajkovskji
Concerto per violino e orchestra

Anton Bruckner
Sinfonia n. 4 Romantica

 

 

1881: Bruckner e Čajkovskij a Vienna

Dopo aver completato la Quinta sinfonia, Anton Bruckner tornò a rivedere la precedente Quarta, riscrivendo lo Scherzo e il movimento Finale (1878-80). Bruckner stesso diede alla Sinfonia in mi bemolle maggiore il popolare titolo di Romantische. ‘Titolo’ che portò fortuna: la prima esecuzione a Vienna (1881), sotto la direzione di Hans Richter, fu un trionfo. Il primo tempo [Bewegt, nicht zu schnell] «è un quadro romantico di una città medioevale», dichiarò l’Autore, sottolineando che il fondamentale tema del corno annunciava «l’alba di un nuovo giorno dall’alto del municipio!» Il secondo movimento - Andante quasi Allegretto - muta completamente di tono: si tratta di una marcia funebre in do minore, che ha fatto parlare di melanconia schubertiana, per la comune poetica di nostalgia verso un passato perduto. Lo Scherzo [Bewegt] è una colossale caccia fantastica, nel cui Trio, come durante una «colazione nella foresta», si ascolta «un tema da organetto di Barberia.» Il nuovo Finale assunse le proporzioni architettoniche di una grandiosa apoteosi, perdendo il carattere originario di “Festa popolare”. Ma i ‘programmi d’autore’ contano molto relativamente in Bruckner: come ha dichiarato Sergiu Celibidache «importa quello che i suoi suoni lasciano dentro di noi, suoni che non possono essere del tutto compresi o definiti.»

La prima esecuzione europea del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Piotr Il'ič Čajkovskij avvenne lo stesso anno (1881), nella stessa città (Vienna) e con lo stesso direttore (Hans Richter) che portò al trionfo la Quarta di Bruckner. Il compositore russo fu molto contento che il violinista Adolf Brodskij avesse avuto il coraggio di eseguire un’opera scritta quattro anni prima (a Clarens sul Lago di Ginevra), «dichiarata assolutamente non suonabile da varie autorità russe del violino.» Čajkovskij riferì anche alla sua mecenate (Nadežda von Meck) di aver letto la recensione del pontefice massimo della critica musicale del tempo, Eduard Hanslick (grande amico e sostenitore di Brahms e feroce avversatore di Bruckner e Wagner). Questi sosteneva che «alla fine del primo tempo [Allegro moderato] il violino non suona, ma ulula, grida, ruggisce. L’Andante [Canzonetta] comincia bene ma si trasforma subito [senza soluzione di continuità, Allegro vivacissimo] in una selvaggia festa russa, dove tutti sono ubriachi e hanno facce brutali e rivoltanti.» La convivenza di lirismo intimo e carattere russo estremo, censurata da Hanslick, è oggi una delle caratteristiche più affascinanti del popolare Concerto per violino di Čajkovskij.

Giovanni Gavazzeni

 

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