OSI in Auditorio - 1° dicembre 2017

Maurice Steger PLAY&CONDUCT

VENERDÌ 1° DICEMBRE 2017
ORE 20.30 - in diretta su Rete Due e in streaming

 

Orchestra della Svizzera italiana

Direttore e solista
Maurice Steger
flauto

 

Antonio Rosetti
Sinfonia n. 39 in sol minore

Georg Philipp Telemann
Concerto per flauto TWV 51:C1

Giuseppe Sammartini
Concerto per flauto dolce e archi in fa maggiore

Franz Joseph Haydn
Sinfonia n. 94 La sorpresa

 

 

Quel lusso innocente che i nostri avi chiamavano musica

C’era un tempo in cui musicisti come Antonio Rosetti e Franz Joseph Haydn portavano la livrea, si inchinavano davanti ai loro signori e dedicavano loro graziose composizioni strumentali scritte allo scopo di allietarne le serate. Il loro ingegno (noi che siamo affetti da quella malattia dell’animo che si chiama romanticismo diremmo “genio”) era messo al servizio di un’aristocrazia a volte lungimirante, spesso sofisticata, che esibiva il proprio status ricevendo a corte e offrendo mondanità in musica a notabili e intenditori. Ma il Settecento è un secolo di cambiamenti ed anche per i musicisti il mercato si sposta dallo spazio esclusivo della corte a quello più aperto della sala da concerto, specialmente in metropoli come Parigi e Londra. Il risultato cambia poco: il compositore scrive per un pubblico che non vuole essere messo in difficoltà; lo stesso Mozart ne avrebbe dato testimonianza in una celebre lettera al padre da una Vienna solo apparentemente assetata di novità musicali.

In questo contesto possiamo immaginare il lavoro del boemo Anton Rösler che italianizzò il nome in Antonio Rosetti, forse per sedurre il pubblico dichiarando un “made in Italy” solo di facciata. Dalla medietas musicale che caratterizza molte delle sue composizioni sinfoniche, gradevoli al punto giusto e prive di eccessi, Rosetti si discosta a partire dal 1780, come dimostra la sua sinfonia n. 39, con tutte le oscure premonizioni che la tonalità in sol minore suggerisce, nel gioco leggero del chiaroscuro tra minore e maggiore. Al pubblico di una metropoli ricca e sofisticata si rivolge invece Haydn con la sua Sinfonia n. 94, La sorpresa, che diresse egli stesso il 23 marzo 1792 nelle Hanover Square Rooms di Londra. Fu un successo strepitoso e tra le sorprese più apprezzate dal pubblico vi fu il fragoroso colpo di timpani che si sente dopo le prime misure dell’Andante, un tema e variazioni ricco di capricciosi ammiccamenti musicali. Georg Philipp Telemann e Giuseppe Sammartini appartengono ad una stagione oramai prossima alla sua conclusione, e la presenza del flauto dolce ne è testimonianza. Quasi un anacronismo strumentale alla fine del secolo, il flauto dolce era stato tra i protagonisti della musica barocca, per perdere gradualmente terreno di fronte al violino, al fortepiano e al flauto traverso, più espressivo, versatile e alla moda: il fatto stesso che Federico II “il grande” di Prussia lo suonasse era sufficiente per mettere in ombra altri strumenti, anche a prescindere da più sofisticate questioni organologiche ed espressive.

Massimo Zicari

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