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JAMES BRANDON LEWIS TRIO & ANTHONY PIROG - Venerdì 23 novembre 2018 - ore 20.30 - Lugano-Besso, RSI Studio 2 (© facebook.com/JamesBrandonLewis/)

JAMES BRANDON LEWIS TRIO & ANTHONY PIROG

Venerdì 23 novembre 2018 - ore 20.30 - Lugano-Besso, RSI Studio 2

James Brandon Lewis sax tenore

Luke Stewart basso elettrico

Warren “Trae” Crudup III batteria

special guest: Anthony Pirog chitarra elettrica

 

Una produzione RSI Rete Due

Diretta radiofonica su Rete Due

 

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Nato a Buffalo nel 1983, a partire dal suo trasferimento a New York nel 2012 James Brandon Lewis si è affermato non solo come uno dei più brillanti nuovi sax tenori, ma come una delle figure di punta del jazz afroamericano, con una personalità e una concezione che, mescolando diversi elementi jazzistici e non, sono emblematiche di una nuova generazione nera, esposta a molte esperienze e in grado di farle reagire fra loro in maniera consapevole producendo una sintesi inedita.

Sul piano della sua formazione più squisitamente jazzistica, Lewis da un lato può vantare una padronanza del jazz che è solidamente ancorata al mainstream, che negli anni degli studi universitari ha suonato con musicisti della statura di un grande vecchio come Benny Golson o di Wallace Roney; dall’altro negli anni 2000 ha studiato con esponenti del jazz più avanzato come Wadada Leo Smith o Matthew Shipp, e una volta a New York ha collaborato con il contrabbassista William Parker, catalizzatore della scena dell’avanguardia nera della Grande Mela. Ma prima, nella sua adolescenza a Buffalo negli anni novanta, come ogni teen-ager afroamericano della sua generazione Lewis ha profondamente interiorizzato la musica e la cultura hip hop: una “educazione sentimentale” che Lewis ha voluto rimeditare con l’album del 2015 Days of FreeMan, realizzato in trio con Jamaaladeen Tacuma, che fu bassista del Prime Time di Ornette Coleman, e con Rudy Royston, batterista di Ravi Coltrane e Bill Frisell. Con il bassista Luke Stewart e il batterista Warren Crudup III il sassofonista ha invece inciso un album dal titolo programmatico, No Filter: senza il vincolo del pianoforte o la presenza di un altro fiato è un organico che mette il sassofonista in una condizione di massima libertà, che Lewis ha adoperato per un album crudo e diretto. Ma il trio con Stewart e Crudup e con ospite Anthony Pirog ci consente di cogliere un altro elemento da aggiungere alla stratificata cultura musicale di Lewis: l’apertura anche ad ulteriori ambiti, oltre al jazz e alla black music. Stewart ha esperienze nel jazz d’avanguardia ma anche nell’indie-rock, Crudup nel jazz come nel funk, nel reggae e nella musica etnica, e sarà interessante vedere che cosa produrrà l’interazione del trio con un chitarrista eclettico quale è Pirog, che come improvvisatore è un fuoco d’artificio di suggestioni le più diverse.

(Marcello Lorrai)     

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