Casa Sciaredo, Barbengo

2018: anno del patrimonio culturale

Conoscere e tutelare il patrimonio culturale è premessa al rispetto e alla pace

di Benedetto Antonini

Il 17 maggio 2017 l’Unione Europea ha dichiarato il 2018 Anno del patrimonio culturale, con l’obiettivo di incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa, sensibilizzare alla storia e ai valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo. La Svizzera ha deciso di partecipare all’evento puntando a mettere in risalto il potenziale che il patrimonio culturale riveste per la partecipazione alla vita sociale e per il benessere di tutti. Il fatto di celebrare degnamente, con impegno e fantasia, l’Anno del patrimonio culturale costituisce per tutti i numerosi attori della cultura, professionali e non, una grande opportunità per sottolineare pubblicamente e coralmente l’importanza del fatto culturale quale fattore della qualità della vita.

Heimaschutz Svizzera, da parte sua, ha lanciato un appello a tutte le sezioni cantonali chiedendo loro di allestire programmi di promozione del patrimonio culturale e la Società Ticinese per l’Arte e la Natura - STAN - ha accolto l’invito allestendo un ricco programma di appuntamenti. Nel mese di settembre del 2018, inoltre, NIKE - Patrimonio culturale - dedicherà tre giornate in Ticino a visite tematiche offerte al pubblico. Numerosi altri eventi sono in programma, ad opera dei molti operatori culturali cantonali.

 

Casa Conti, Croglio

Nell’accezione di “patrimonio culturale” non vi sono solo i beni immobili o tutto ciò che ricade sotto la definizione giuridica di bene culturale: vi sono, ovviamente, componenti del patrimonio culturale immateriali, non tangibili, la cui importanza è altrettanto grande e imprescindibile, ragione per cui, la RSI, quale grande agenzia culturale della Svizzera italiana, parteciperà alle celebrazioni promuovendo programmi e dando opportuno risalto alle manifestazioni.

Sono dunque in molti ad agire e ad assumere la responsabilità del successo di questa iniziativa europea che si presenta sotto i migliori auspici per diventare il punto di partenza di una nuova politica culturale. Un anno dedicato ad un tema tanto importante per la vita sociale e individuale è, di per sé, un’ottima iniziativa, ma sarebbe uno sforzo ben troppo effimero se tutto si fermasse alla fine del 2018. L’impegno sarà stato, invece, proficuo se sarà riuscito a promuovere una vasta e profonda presa di coscienza del valore sociale ed economico del patrimonio culturale e se essa costituirà le fondamenta di un nuovo posizionamento del fenomeno della memoria nella vita dei cittadini e, di riflesso, nella politica ufficiale.

Infatti, come si può leggere nella dichiarazione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2015, le istituzioni che si occupano di cultura in senso lato e di creatività - ICC - già oggi producono il 34% del PIL europeo, offrono soprattutto ai giovani posti di lavoro interessanti e sicuri meritando, pertanto, di essere sostenute con programmi prioritari. A proposito di “valore sociale della memoria” piace ricordare che la Fondazione Balzan, tra i laureati del suo prestigioso premio del 2017, ha incluso i coniugi Jan e Aleida Assmann, i quali hanno dedicato buona parte della loro vita di ricercatori a questo tema e le loro pubblicazioni messe in evidenza durante la cerimonia di premiazione a Milano, si intitolano, per il primo, La memoria culturale e, per la seconda, Ricordare. Entrambi trattano il tema dell’importanza antropologica della memoria e di tutto ciò che, fin dagli albori della civiltà, l’uomo ha escogitato per promuoverla in diverse forme e con modalità specifiche, essendo essa indispensabile per il successo del programma biologico della nostra specie.

 

Parco Scherrer

D’altronde, questo è l’aspetto più notevole e meritevole d’attenzione: il patrimonio culturale costituisce un tessuto connettivo che, grazie alle comuni origini, unisce i popoli e allo stesso tempo ne tutela la diversità. Per altri versi esso favorisce pure l’identificazione delle popolazioni con il loro territorio e pertanto ne tutela la dignità. La valorizzazione del patrimonio culturale, dunque, è un’attività foriera di conoscenza e di rispetto reciproci e, per il loro tramite, di pace. L’impegno che sapremo infondere in questo anno celebrativo sarà ben speso se, insieme, la società civile e i loro rappresentanti ne avranno preso coscienza e avranno posto le basi per una politica più convinta e generosa nella promozione della cultura in generale.

 

Si consulti anche la piattaforma svizzera: https://www.patrimonio2018.ch/