Gli Hengdian World Studios

Dove l'immaginazione coincide con la realtà (e la replica)

di Giacomo Taggi

Tutti i mondi di invenzione si intrecciano con la nostra realtà. Quante volte per definire il carattere o la fisionomia di una persona l'abbiamo paragonata al Grande Gatsby o a Don Abbondio? Quante volte abbiamo citato Macondo per descrivere un villaggio che ci appariva magico?

A volte, le scenografie create come set di un film diventano una realtà paesaggistica di grande attrazione, che viene visitata da orde di fan, come il Popeye Village, ideato da Robert Altman per il suo film su Braccio di Ferro (interpretato da Robin Williams). Il flop economico della pellicola è parzialmente stato attutito dal successo turistico del villaggio. I diciannove edifici costruiti per il ritorno del marinaio che usa gli spinaci come combustibile sono diventati una delle attrazioni irrinunciabili per chi trascorre qualche giorno sull'isola di Malta.

A Cinecittà si visitano il villaggio di Momo (creato per la versione cinematografica del romanzo di Michael Ende) e si percorrono gli isolati malfamati dove Scorsese ha girato il meraviglioso Gang of New York.

Quello che prima hai visto come finzione, poi lo rivedi come realtà. E ti stupisci di esserti stupito, ma intanto paghi un secondo biglietto. È stato Barnum a teorizzare il fenomeno, ai primi del Novecento.È la logica da cui sono nate le visite agli Studios di Hollywood e, in anni più recenti, a quelli di Bollywood, a Bombay.

Nella capitale del cinema indiano i tour operator offrono varie opzioni (dalle sei ore all’intera giornata)  per visitare il regno di un cinema esotico e ancora in gran parte inesplorato. Sciami di turisti si incantano nell'assistere a riprese di film che non vedranno mai; danzano in coreografie create apposta per loro; si stupiscono davanti agli ultimi pittori di poster cinematografici, lungo il muro di Rehman (la Montmartre di Bollywood).

 

Siamo immersi nell'era della riproducibilità tecnica – forse dovremmo aggiornare la tesi di Benjamin, e definirla l'era della riproducibilità virtuale. Siamo plasmati da un mondo di simulacri che non ci appare più neppure tale, dove le riproduzioni virtuali si sostituiscono alla realtà degli oggetti sensibili. Basta indossare degli occhiali per ritrovarsi immersi in luoghi che non esistono più, vederli come erano una volta (come ad esempio gli scavi di Pompei). Ma appena si tolgono gli occhiali, l'illusione svanisce. Allora ci si accorge che i muri sono di cartone, le proporzioni modificate virtualmente.

Consapevoli di questa illusione, visitiamo i set cinematografici, sapendo che non sono la riproduzione della realtà. Certo, anche case di Popeye sono abitabili, ma il loro fascino consiste nell'essere un set diventato vivibile, una fantasia in cui si possono passare alcune ore, non una vita.

C'è un luogo, o meglio un quasi-continente, che fa eccezione: la Cina.

Là dove tutto è gigantesco (ci sono oltre cento Televisioni più grandi di Rai e Bbc, un programma di medio successo raccoglie trecento milioni di spettatori) sono nati gli Studi Cinematografici più grandi del mondo: gli Hengdian World Studios.

Concepiti e realizzati in pochi anni e destinati a crescere in modo esponenziale, questi Studi sono pressoché sconosciuti al mondo occidentale. Essi sorgono in una città di poco più di 140.000 abitanti, praticamente un sobborgo defilato, per gli standard urbanistici cinesi. La chiamano la Hollywood d'Oriente, ma è una definizione che manca di fantasia. Perché questi immensi studi, la cui visita completa richiederebbe una settimana almeno, sono qualcosa di più e di diverso.

Qui l'immaginazione coincide con la realtà (e la replica). Le fa da specchio. Tutto quello che viene ricostruito, fosse anche una antica città, è esattamente uguale a quello che è o è stato: una replica perfetta (per materiali, particolari, scala) di quel “qualcosa” che il tempo ha portato via (foss’anche un intero quartiere di Pechino di fine '800, o la Città proibita).

Agli Hengdian Studios non c'è bisogno di sospendere l'incredulità. Tutto è come se, identico all'originale (sebbene in un altro luogo e in un altro tempo, ricreato per essere ripreso, filmato, editato). Una volta terminato il film, rimane la realtà che ha evocato, in una successione di ricostruzioni altrettanto stupefacenti, che annullano le distanze nel tempo e nello spazio.

 

L'Hengdian Group, proprietario degli Studios, è attivo in una decina di campi, che spaziano dalla tecnologia alla medicina ed è fra i primi 10 gruppi privati cinesi con oltre 3 miliardi di fatturato.  Conta ad oggi circa 50.000 dipendenti, ma si vanta di avere ancora una conduzione familiare: mentre il figlio maggiore del fondatore Xu Wenrong è oggi alla guida operativa, il padre si occupa prevalentemente del sociale, campo in cui il gruppo è molto attivo. Ad Hengdian infatti ha costruito tre ospedali, oltre ad un College specializzato nella formazione di nuovi talenti del settore cinematografico.

Ad oggi gli Hengdian World Studios possono vantare, distribuite su centinaia e centinaia di ettari di terreno, ben 33 location differenti, distinte in A-class (livello di produzione cinematografica) e B-class (livello televisivo) mentre 46 sono attualmente in costruzione. Numeri impressionanti che restituiscono solo in parte il senso della crescita vertiginosa che stanno attraversando, in linea con quella dell'intero Paese. Tra le varie location vi sono palazzi, castelli, residenze imperiali, giardini, strade ed interi quartieri, fino luoghi contemporanei generici come aeroporti, ospedali, campi da golf.

Ma il vero motivo per cui questi Studios rappresentano una realtà unica nel panorama mondiale, è nella logica costruttiva. Tutte le location sono ricostruite esattamente come quelle reali, senza risparmi, senza utilizzo di tecniche virtuali. In cemento armato e in scala 1:1. Nessun trucco, nessuna magia.

Ai tempi pionieristici del cinema un agricoltore che aveva i terreni di fronte ai primi Studios di Hollywood affittava le sue colline ai curiosi che volevano vedere come si facesse il cinema. Chi comprava il biglietto, acquisiva il diritto a un punto di vista inedito. Cercava di scoprire il trucco, quello che scatenava la scintilla della magia.

Agli Hengdian studios non c'è nessuno strato di cartapesta a separare la realtà originale da quella, altrettanto reale, della sua riproduzione. Degli edifici che ci hanno illusi sullo schermo a Hollywood o Cinecittà non trovate traccia. Nessun palo sostiene facciate ingannevoli. Non ci sono trompe l'oeil. Ad Hengdian tutto è completamente diverso. Se vi trovate nella location, mettiamo, della Pechino di inizio secolo, potete passeggiare per le sue strade come se fossero quelle di una città reale. Persino entrare in qualche casa.

Alle produzioni cinematografiche ospitate, vengono offerti servizi di ogni tipo, oltre alla possibilità di usufruire delle locations: dal pernottamento in 7 resort all’attrezzatura tecnica di primo livello; dalla disponibilità di ogni tipo di props (oggetti di scena) fino alla manodopera specializzata e persino a comparse e attori. Praticamente si potrebbe volare fino ad Hengdian con in mano una ventiquattrore e una sceneggiatura e trovare in loco tutto il necessario per trasformarla in un film.

Ma il motivo per cui le locations in costruzione sono così tante però non è solo la crescente espansione del mercato audiovisivo cinese. I maggiori introiti degli Studios derivano infatti dai visitatori, che si recano in visita come se fosse un parco divertimenti, e si contano nell'ordine di quasi 20 milioni l'anno.

Il progetto del gruppo Hengdian è quello di far lievitare questo numero in una escalation vertiginosa. In questa ottica diventa necessario offrire sempre nuove "attrazioni" affinché anche chi è già stato sia periodicamente invogliato a tornare. Così funziona il meccanismo del desiderio. Agli Hendgian Studios un’intera città del passato si può ricreare in pochi mesi, con squadre di addetti che lavorano su più turni, notte e giorno, senza soste.

Se esiste un posto scomparso che vorreste visitare, andate negli Hendgian Studios, i più grandi Studi cinematografici del mondo. Probabilmente lo troverete. E se non ci fosse ancora, abbiate solo un po' di pazienza: presto ci sarà.