Dal film "In between", 2016

Oltre il velo

L'emancipazione sessuale delle donne arabe

di Marco Alloni

È piuttosto abituale – diciamo pure che è uno stereotipo – pensare che le donne arabe siano da sempre rassegnate a non esprimere i propri patimenti sentimentali, matrimoniali e sessuali. È luogo comune ritenerle anzi refrattarie a esporre se stesse.

Ma questa che viene generalmente rubricata come una «pudicizia da sottomesse» non ha, nella realtà, lo stesso grado di verità che assume nell’immaginazione mediatica. Nel concreto delle loro vite, infatti, almeno da alcuni anni, le donne arabe si esprimono assai più liberamente che in passato. E non è raro che un coro di «risentimento al femminile» trovi spazio persino all’interno dei social media.

Una seguitissima pagina Facebook in arabo – il cui link preferiamo non indicare – ne è la testimonianza più che eloquente. Al suo interno il dibattito è talmente vivace che, per quanto protetto dall’anonimato, sembra di scoprire un universo fino a quel momento sommerso. Vi si discute di tutto e non si risparmia nessuna forma di confronto. E con una libertà e una franchezza così perentorie che non possono non lasciar affiorare alla mente il termine «emancipazione». 

Nulla è sottratto al dialogo. Dalle scelte da compiere prima di sposarsi alle qualità essenziali richieste a una moglie da poco maritata, alle incertezze su come comportarsi durante le crisi coniugali, agli atteggiamenti da assumere al cospetto di minacce di divorzio, alle buone o cattive ragioni per pretendere una separazione.



Ma quello che più sorprende è il livello di apertura e il grado di disinvoltura con cui vengono esposte problematiche di natura intima, ovvero di carattere sessuale. Contrariamente all’idée reçue secondo la quale una donna araba, soprattutto se musulmana, mai si sognerebbe di mettere in piazza la propria vita privata, all’interno di quella pagina Facebook nessuna sembra infatti volersi risparmiare dal dichiarare apertamente, sia o non sia il suo retroterra di carattere tradizionale o progressista, le proprie personali ambasce, angosce e curiosità.

 

 


Ambasce, angosce e curiosità esposte con paludamenti e raggiri linguistici? Niente affatto. Una grande maggioranza di donne non solo viene subito al punto ma, essendo protetta dall’anonimato, non disdegna rivolgersi alla proprie interlocutrici – e quando è il caso a interlocutori infiltrati – con una sintassi a dir poco esplicita. Così ecco affiorare, con fiero disincanto, una costellazione di preoccupazioni che non di rado rasentano quella così tipica noncuranza nei confronti del bon ton che potremmo qualificare come tradizionalmente «maschile».

Quando mai, infatti, in un dibattito aperto fra donne arabe o persino all’interno di una discussione familiare o fra amiche, è consuetudine sentir echeggiare domande di natura più che intima? Quando mai, per esempio, si è soliti udire interrogativi quali: è corretto desiderare un altro uomo quando il proprio si rivela sessualmente inadeguato? bisogna perpetrare l’adulterio in caso di conclamata incompatibilità o è doveroso lasciarsi prima? può ritenersi proficuo a una relazione l’uso di abiti conturbanti o sexy? sono consigliate pratiche sadomasochiste o sono da ritenersi illecite?

 


E l’elenco sarebbe naturalmente foltissimo e ricco di piccanti particolari. Certo però la lettura di questa pagina e dei commenti che la costellano – spesso ironici, surreali o comici, talvolta grotteschi – non può che testimoniare di un’ansia di apertura che non ha precedenti nella storia delle donne arabe. E certo ci racconta di una «mutazione antropologica» che non possiamo e non dobbiamo più ignorare: che finalmente, pur ancora nelle retrovie di una dimensione defilata e non del tutto pubblica come può essere una pagina Facebook, le donne arabe si sono per così dire tolte il velo. E con tutta la fatica che questo comporta cercano con coraggio e accanimento una qualche possibile conciliazione fra la loro identità biologica e sessuale e la fitta precettistica dottrinale a cui sono, e generalmente vogliono, rimanere ancorate.