Redonda

L' incredibile storia di un Regno immaginato

di Paolo Taggi

A Cristoforo Colombo era bastato uno sguardo per darle un nome e dimenticarla. Quello scoglio aveva una forma precisa, rotonda. Quando la Caravella si è lasciata alle spalle la nuova venuta tra le isole delle Indie Occidentali il grande navigatore non poteva prevedere che quell'approdo ignorato sarebbe diventato il Regno della Letteratura. D'altra parte, non aveva neppure immaginato di aver scoperto l'America.

La bandiera di Redonda è composta di tre linee orizzontali: marrone, verde e azzurro. Il colore delle rocce, quello dei prati che è solo un augurio, quello del cielo o di un mare sospeso.

 

Redonda (16º 56’ N e 62º 21’, tra le isole di Nevis e Montserrat, nell’arco interno della catena delle Leeward, Indie Occidentali) da un tempo immemorabile è abitata solo da rondini, topi e serpenti. Le onde sbattono furiose contro i suoi bordi a strapiombo. Non c'è acqua dolce. È un regno prestigioso e insieme sconosciuto, non ha rappresentanza all'Onu, né esiste per la Geografia politica mondiale.  Esserne il Re non dà privilegi né sudditi. E' un'invenzione letteraria, ma anche un luogo fisicamente esistente,  avvolto da un'aura romanzesca. Per questo ha troppi pretendenti.

Questa è la sua storia.

Siamo nel 1865. In confronto alle bellissime Montserrat e Antigua, a poche miglia di distanza, Redonda sembra ancora più insignificante di quello che è. Tre chilometri quadrati di scogli senza spiagge né porti.

Eppure qualcuno vede in quel luogo senza appeal qualcosa di più di quello che rappresenta davvero. È la sostanza dei sogni.

Quell'uomo si chiama Matthew Dowdy Shiell ed è un ricco banchiere di origine irlandese, come la gran parte degli abitanti di quello smeraldo nel mare che è l'isola di Montserrat, a poche miglia da Redonda (un uragano prima e l'eruzione del Vulcano poi ne cambieranno in tempi recenti l'aspetto e il destino, ma questa è un'altra storia).

Shiell è al settimo cielo: sua moglie, schiava liberata, gli ha appena dato un figlio maschio dopo otto femmine: Matthew Phips.  Shiell pensa che c'è un modo per prolungare la sua felicità e quella del bambino appena nato per sempre: dargli un futuro da re.  A cavallo tra realtà e fantasia. Così propone alla regina Elisabetta di comprare quelle rocce scoscese che incontra navigando da e per Montserrat. È disposta a pagarla ben oltre il valore reale. Perché non è la nuda proprietà, che gli interessa, ma la possibilità di farne, appunto, un regno.

La regina Elisabetta non ha obiezioni: come potrebbe? Redonda non è un crocevia strategico per il controllo dei mari, non è una base di appoggio per i navigatori, né è un posto ricco di materie prime. L'Inghilterra l'ha fatta sua solo per contiguità con gli altri suoi protettorati in quella porzione di Oceano. Al momento di cederla, la sovrana pone una sola condizione, che Shiell accetta senza fiatare: il nuovo Regno dovrà rimanere simbolico e non contestare mai il dominio coloniale britannico.

Il padre entusiasta non batte ciglio. Apre le casseforti e si trasferisce sulla sua nuova isola. Con poco sforzo creativo, assume il nome di Re Mateo, in attesa che la sceneggiatura per il figlio possa compiersi.

Il ragazzo cresce nell'agio, ma con la pressione di molte aspettative. Quando compie il 15° compleanno il Vescovo di Antigua benedice il passaggio di consegne dal padre al figlio. Subito dopo, l'adolescente Re Felipe parte per l'Inghilterra, lasciandosi alle spalle affetti e paesaggi.  Non rivedrà mai più il suo regno. Phipps infatti non è interessato ai beni materiali né al prestigio eventuale che il padre gli ha regalato alla nascita: la sua mission è diventare scrittore. Ci riuscirà. Di lui si ricordano alcuni romanzi di fantascienza (il suo genere preferito) e almeno un poliziesco, Il principe Zaleski (Sellerio), uscito mentre spopolavano i primi romanzi su Sherlock Holmes.

Poco prima di morire, nel 1947, il re-scrittore cede i modesti diritti sui suoi libri e quelli simbolici sul regno di Redonda a un clochard letterato, Terence Ian Fytton Armstrong, con cui ha condiviso passioni letterarie, sconfitte e illusioni. Fytton Armstrong ha più pseudonimi che lettori e sterline. Il più noto (parliamo in termini assolutamente relativi) è John Gawsworth. Se tra i grandi della Letteratura non c'è traccia dei suoi libri, romanzesca è la storia della sua vita ancora prima dell'ascesa al trono (si fa per dire) con il nome di Re Juan I.

Gawsworth -d'ora in avanti lo chiameremo così- è uno di quegli scrittori che non scrivono libri indimenticabili ma rendono involontariamente tale la propria biografia. Ama bere in compagnia di sconosciuti in onore di scrittori sempre diversi "perché ogni giorno è un anniversario". Assillato dai debiti, Re Juan I distribuisce titoli nobiliari ai letterati del tempo -Dylan Thomas, Lawrence Durrell, Henry Miller e Rebecca West... Quando il bilancio lo impone, vende il suo Regno a più riprese e a differenti acquirenti.

Quando, nel 1970, l'originale avventura terrena di Gawsworth si conclude, sono in molti a ritenersi a buon diritto sovrani del regno. Due successori di Re Juan I prendono addirittura lo stesso nome: Re Juan II. Un terzo, un gentiluomo fiorentino, medico e antropologo, Giancarlo Ezio Noferi con uno sforzo di fantasia assume un nome diverso, Giancarlo Ezio I di Montedoglio. Citato di sfuggita su alcune cronache di Redonda, il sedicente sovrano di "santa Maria de la Redonda" spiega in una pagina di Wikipedia a lui dedicata di essere stato scelto da un anziano signore inglese, che aveva affiancato Juan I quando le fatiche del regno (o della vita tout court) lo avevano stremato.

Ma ritorniamo alla linea dinastica ufficiale di Redonda, che vede in Gawsworth la figura principale. Dopo aver distribuito a destra e a manca illusioni regali ai più svariati personaggi, nei suoi ultimi giorni lo scrittore squattrinato identifica nel suo editore John Wynne-Tyson il suo vero successore.

John Wynne-Tyson, alias Re Juan II, prende molto seriamente il ruolo e tra le prime iniziative chiede ufficialmente ai governatori di Antigua e Barbuda, di cui Redonda è pur sempre un protettorato, di visitare ufficialmente il suo Regno. I politici locali non avevano mai preso sul serio la puntiforme isoletta, né mai incontrato i suoi sovrani.

La vanità di Wynne-Tyson ha il merito di richiamare l'attenzione delle vicine isole caraibiche su Redonda. Intuita la possibilità di farne un business alternativo, i governanti del protettorato britannico lanciano una collezione di francobolli raffigurante Re Juan II, che diventano subito oggetto di culto tra gli appassionati.

Poi, con un colpo mediatico, Wynne-Tyson realizza il suo capolavoro e offre il regno a Javier Marìas, romanziere e saggista da molti anni nell'orbita del Premio Nobel, che spalanca al regno di Redonda orizzonti impensabili.

 

Da profondo conoscitore della letteratura, Tyson sa che c'è un legame preciso tra Marìas e Redonda. Che nasce, come spesso accade, da una fortunata coincidenza. Nei primi anni '80, lo scrittore spagnolo scova tra le bancarelle di un ambulante un libro del 1932 di John Gawsworth. Si intitola Backwaters, ed in prima pagina ci sono annotazioni autografe dell'autore. Marìas, spinto da "una speciale connessione con il passato", comincia ad indagare sulla vita dell'autore bohèmien e scopre l'esistenza del Regno di Redonda. La vicenda lo affascina e le dedica prima un articolo, nel 1985, e poi pagine affascinanti in due opere successive: la più nota si trova in Tutte le anime (Einaudi).

Chi più di lui merita di raccogliere il timone del Regno effimero della Letteratura?

"Se non avessi accettato una cosa cosí romanzesca non mi sarei potuto considerare un romanziere", ha dichiarato Marias commentando la sua scelta positiva. E' il 1997 e con lui Redonda diventa qualcosa di più di una fantasia per pochi intimi: oggi portano il suo nome una casa editrice e un Premio Letterario (che ha annoverato tra i giurati John Ashbury, A.S. Byatt, Mario Vargas Llosa). Ispirandosi a Gawsworth, Marias coinvolge nella sua avventura romanzesca il gotha degli scrittori, distribuendo loro Premi e titoli, prontamente accettati per il prestigio del proponente e un pizzico di vanità: così Pedro Almódovar è diventato Duca di Trémula, Francis Ford Coppola Duca di Megalópolis, Pietro Citati Duca di Remostranza, W.G. Max Sebald Duca di Vértigo, Umberto Eco Duca dell'Isola del giorno prima. Dell'elenco fanno parte anche Pierre Bourdieu, Fernando Savater, Max Sebald, Coetze, Lobo Antunes, Alice Munro, Jonathan Coe, Eric Rohmer, Otham Pamuk, Ray Bradbury, Claudio Magris, Arturo Perez Reverte.

Quando ha comprato un regno di sassi per suo figlio, Shiell sperava che il suo nome durasse nel tempo. In fondo, è andata così.